Ottobre 14, 2026
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Accordo con l’Iran: ispettori internazionali, dubbi dei servizi Usa e polemiche sul congelamento dei fondi

Il memorandum d’intesa con l’Iran prevede il ritorno degli ispettori dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica per verificare gli impegni sul programma nucleare e la distruzione dell’uranio arricchito, indicata come elemento chiave per impedire a Teheran di dotarsi dell’arma atomica.
Tuttavia i servizi d’intelligence statunitensi esprimono riserve. Secondo quanto riportato da Axios, la Cia avrebbe raccolto informazioni che metterebbero in dubbio la reale disponibilità dell’Iran a concedere le aperture richieste dagli Stati Uniti in un accordo definitivo. Sempre secondo il sito, il capo della Central Intelligence Agency, John Ratcliffe, avrebbe riferito queste perplessità al presidente Donald Trump, mentre nella discussione nella stanza ovale anche il segretario di Stato Marco Rubio e il capo del Pentagono Pete Hegseth avrebbero sollevato timori sull’affidabilità di Teheran.
I falchi della politica estera americana mantengono così posizioni dure, ricordando che nei confronti degli ayatollah non è opportuno abbassare la guardia e lasciando intendere che l’opzione militare resta sul tavolo. Il vicepresidente USA J.D. Vance ha definito il memorandum «un documento molto generale», lungo circa una pagina e mezza, e ha precisato che «su diverse questioni» sarà necessario chiarire alcuni punti nella fase dei negoziati tecnici.
Vance ha inoltre negato che l’accordo preveda lo sblocco immediato di grandi somme: «Non è vero che verranno sbloccati miliardi di dollari in asset», ha detto alla CBS, sostenendo che l’Iran potrà godere di un futuro più prospero solo se rispetterà gli obblighi previsti dall’intesa. Teheran, invece, afferma che il memorandum implica lo sblocco di 24 miliardi di dollari di fondi congelati dagli Stati Uniti, metà dei quali dovrebbe essere resa disponibile prima dell’avvio dei negoziati definitivi. Vance ha risposto che la cifra di 24 miliardi «non compare in nessuno dei documenti che abbiamo discusso» e che, pur essendo aperti a discutere lo sblocco di beni, l’obiettivo primario è la revoca delle sanzioni a fronte di impegni duraturi sul programma nucleare.
Dal fronte americano arriva anche la rassicurazione che l’intesa non contempla un cambio di regime in Iran: «Non vogliamo rovesciare il regime», ha affermato Trump durante il G7 di Evian, aggiungendo che l’Iran sarebbe guidato da «leader ragionevoli», a condizione che non ottengano mai l’arma nucleare, altrimenti «si esporranno a conseguenze inimmaginabili».
Sul versante iraniano, il ministro degli esteri Abbas Araghchi ha sottolineato l’importanza, all’interno dell’intesa, di porre fine al conflitto tra Israele e Hezbollah in Libano, definendolo «il punto più importante del protocollo», con l’annuncio di una «cessazione immediata e permanente delle ostilità su tutti i fronti, compreso il Libano». Araghchi ha confermato che l’accordo dovrà affrontare sia le questioni relative al programma nucleare sia la revoca delle sanzioni.
Restano dunque aperti nodi significativi: la chiarezza tecnica del testo, la verifica imparziale degli impegni iraniani, la gestione dei fondi congelati e la fiducia reciproca tra le parti, mentre sia a Washington sia a Teheran vengono ribadite condizioni e ambizioni diverse sulla portata e sulle concretezze dell’intesa.

Maggiori approfondimenti: https://www.conquistedellavoro.it/global/vance-accordo-molto-generico-1.3354897

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