Più di 34mila lavoratori nel settore orafa, argentiero e della gioielleria vedranno miglioramenti significativi nei loro contratti di lavoro. Un aumento medio di circa 200 euro sui minimi retributivi, un maggiore focus sul benessere attraverso un welfare più generoso, e una maggiore protezione contrattuale e sulla salute e sicurezza sul luogo di lavoro sono solo alcune delle novità emerse durante le trattative tra Confindustria-Feder orafi e i sindacati Fiom, Fim e Uilm. L’accordo per il rinnovo del contratto collettivo nazionale orafi– argentieri è stato raggiunto a Milano, evidenziando un impegno comune verso una maggiore stabilità e sicurezza per imprenditori e lavoratori in un periodo di incertezza provocato dalle congiunture economiche e dall’instabilità dei mercati.
Secondo la Presidente di Feder orafi, Maria Cristina Squarcialupi, l’accordo rappresenta un passo importante per garantire stabilità nel settore, considerando le sfide derivanti dall’andamento del mercato dei metalli preziosi come l’oro e l’argento. Le recenti analisi del Centro Studi Confindustria Feder orafi hanno evidenziato un calo significativo delle esportazioni nel 2025, sottolineando la necessità di affrontare con determinazione gli ostacoli attuali.
L’accordo prevede un aumento consistente delle retribuzioni mensili, un maggiore supporto ai lavoratori durante la notte, un potenziamento del welfare e una revisione delle politiche aziendali per favorire un miglior equilibrio tra vita lavorativa e personale. Inoltre, norme più chiare per i contratti a termine e lo staff leasing sono stati introdotti per garantire maggiore sicurezza lavorativa ai dipendenti.
Il rinnovo del contratto collettivo rappresenta un importante passo avanti per il settore manifatturiero, creando basi solide per un futuro più stabile e prospero per tutti gli attori coinvolti. L’impegno congiunto tra imprese e sindacati dimostra la volontà di trovare soluzioni efficaci per affrontare le sfide attuali e future del settore orafa, argentiero e della gioielleria.
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