L’aumento delle inventrici in italia è un fenomeno in crescita, con le donne che brevettano nei settori Stem rappresentando il 14,7%, un punto percentuale superiore alla media europea. milano emerge come la città leader di questo movimento, posizionandosi settima in Europa. Tuttavia, persiste un notevole divario tra il numero di donne laureate nelle discipline tecniche e scientifiche, quasi il 40%, e quelle che effettivamente brevettano o avviano startup.
Lo studio condotto dall’Ufficio Europeo dei Brevetti Epo, pubblicato in occasione della Giornata Internazionale della Donna, mette in luce questa realtà. Secondo Roberta Romano Götsch, Chief Sustainability Officer dell’Epo, in Italia si è registrato un aumento della presenza femminile come inventrici nel campo Stem, passando dal 13,8% nel 2017 al 14,7% attuale. Questo supera la media europea, confermando un trend positivo.
Nell’ambito delle startup che depositano brevetti Epo, solo il 10% include almeno una donna tra i fondatori. Questo significa che a ogni donna fondatrice corrispondono circa nove uomini, evidenziando una significativa disparità di genere. Nonostante ciò, l’Italia si piazza al quarto posto in Europa per la presenza di donne fondatrici di startup e richiedenti brevetto europeo, con una percentuale del 12,5%.
milano si distingue come un punto luminoso dell’ innovazione femminile in Italia. Negli ultimi dieci anni, la città ha registrato un notevole aumento delle inventrici, passando dal 16,1% al 19,1% nel periodo 2018-2022. Questo valore è superiore alla media nazionale di +4,4%. Tuttavia, nonostante il progresso, la rappresentanza femminile diminuisce nelle fasi più avanzate di finanziamento.
L’analisi degli istituti universitari rivela che la percentuale di laureate in discipline Stem in Italia si attesta al 39,3% nel 2023, posizionando il paese al 13º posto in Europa. Questi dati positivi sono incoraggianti, ma sottolineano la presenza di un notevole gap tra il numero di donne che si laureano e quelle che diventano inventrici.
In generale, nonostante esistano segnali promettenti, rimane una domanda cruciale da affrontare: perché così poche donne proseguono nel percorso per diventare inventrici? Questa riflessione è fondamentale per promuovere una maggiore partecipazione femminile nell’innovazione e nell’imprenditoria.
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