Ottobre 9, 2026
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Boom di conversioni dei permessi stagionali: oltre 24mila richieste nel 2025, traina il Veneto

La cancellazione di quote e click day per l’ingresso dei lavoratori extra-Ue ha determinato un forte aumento delle richieste di conversione dei permessi di soggiorno rilasciati per lavoro stagionale in permessi per lavoro subordinato. Secondo i dati forniti dal ministero dell’Interno, nel 2025 le domande sono state oltre 24.000, quasi il quintuplo dei 5.000 posti previsti dal decreto flussi triennale 2023-2025 (Dpcm 27 settembre 2023).
Il cambiamento normativo è intervenuto a fine 2024 con il decreto legge 145 che ha eliminato l’obbligo del click day e i tetti numerici annuali. Il 2025 è stato il primo anno in cui le istanze di conversione non sono state soggette a limiti di quota, una liberalizzazione che ha spinto le richieste: nel 2024 erano state 8.000, a fronte dei 4.000 posti previsti per quell’anno.
Esistono altre tre modalità che consentono ai cittadini extracomunitari di lavorare in Italia evitando il meccanismo dei click day. La prima è la formazione all’estero, esclusa da quote e click day dal decreto legge Cutro (Dl 20/2023). I progetti approvati dal ministero del Lavoro coinvolgono oltre 7.000 persone; sono 91 i corsi avviati, con la partecipazione di 3.567 lavoratori. Permangono però difficoltà legate alla procedura di ingresso in Italia, che in alcuni casi richiede tempi lunghi.
Il decreto Cutro ha inoltre escluso da quote e click day la conversione di permessi di studio in permessi per lavoro subordinato o autonomo. Analogamente, niente click day è previsto per le badanti di anziani over 80 e di persone disabili (Dl 145/2024) e per le baby sitter di bambini fino a sei anni (Dl 146/2025). Per queste categorie sono stati messi a disposizione 10.000 posti annuali extra quote per ciascuno degli anni dal 2025 al 2028.
Nonostante la crescita delle vie alternative ai click day, queste riguardano comunque una quota ridotta rispetto ai lavoratori ammessi tramite i decreti flussi: circa 165.000 posti annui previsti nel triennio 2026-2028, dei quali però solo una parte sfocia in contratti regolari.
Geograficamente, il 45% delle richieste di conversione da stagionale a subordinato (a tempo determinato o indeterminato) proviene dalle regioni del Nord, con il Veneto responsabile di oltre un quarto delle domande. Le istanze presentate nel Sud rappresentano il 35% del totale, mentre le regioni del Centro contribuiscono per il 20%.
La maggioranza schiacciante delle domande (94,7%) riguarda il settore agroalimentare. Seguono, con percentuali molto più basse, i servizi turistici (3,2%) e comparti con quote residuali come pesca, trasporto, assistenza familiare, telecomunicazioni, edilizia, meccanica e costruzioni. “Abbiamo insistito per l’esclusione dalle quote perché eravamo consapevoli di quanto fosse importante per i datori di lavoro”, afferma Romano Magrini, responsabile dell’area lavoro di Coldiretti.
La conversione del permesso da stagionale a non stagionale deve essere richiesta mentre il permesso è ancora valido e non è vincolata al settore di prima occupazione: un lavoratore entrato come stagionale in agricoltura può essere assunto in edilizia, logistica, industria e altri settori, a condizione che il nuovo contratto sia registrato e rispetti i minimi salariali previsti dai contratti collettivi. Quasi il 94% delle domande riguarda contratti a tempo determinato, mentre solo il 6% è per contratti a tempo indeterminato.

Maggiori approfondimenti: https://www.ilsole24ore.com/art/lavoro-extra-ue-boom-posti-ex-stagionali-traina-veneto-AIcuDwSC