Il contenzioso di lavoro nei tribunali italiani è in aumento, trainato soprattutto dalle cause legate al pubblico impiego e dai procedimenti per i licenziamenti. Nel 2025 sono stati avviati 317.274 nuovi procedimenti, proseguendo un trend di crescita iniziato nel 2021 e in controtendenza rispetto al calo delle nuove cause civili rispetto al 2019, pari a quasi il 9% in meno.
I fascicoli relativi al lavoro pubblico giunti ai giudici di primo grado sono stati quasi 81.500 nel 2025: si tratta di un incremento rilevante rispetto alle circa 20mila registrate nel 2019, con più che un quadruplicamento dei casi. Le nuove controversie nel settore privato sono state 60.462, segnando un aumento del 2% su base annua.
Particolare attenzione richiama la crescita delle liti sui licenziamenti, che dal 2021 mostrano un aumento costante. Nel 2025 le impugnazioni per licenziamento sono state 10.505, con una variazione positiva dell’11,5% rispetto al 2024 e del 47,8% rispetto al 2019, quindi rispetto al periodo pre-Covid.
Nella composizione delle nuove cause riveste un ruolo centrale anche la materia dell’assistenza e della previdenza, con circa 75mila procedimenti sopravvenuti nel 2025. In questo ambito si registra però una flessione del 5,2% rispetto al 2024 e del 18,4% rispetto al 2019. I procedimenti speciali, che comprendono ad esempio le ingiunzioni per ottenere il pagamento di crediti retributivi e contributivi, superano invece quota 100mila.
Agli oltre 317mila procedimenti contenziosi vanno poi aggiunti gli accertamenti tecnici preventivi (ATI), obbligatori nelle controversie sulle pensioni di invalidità e in altre cause previdenziali che richiedono l’accertamento di requisiti medici: questi procedimenti speciali sono stati 208.750 nel 2025, con un incremento del 17,3% rispetto al 2019.
Il monitoraggio del ministero della Giustizia evidenzia inoltre una concentrazione territoriale di certi tipi di contenzioso. Il Tribunale di Roma è primo per nuove cause in materia di assistenza e previdenza (6.268), seguito da Napoli, Palermo, Lecce e Taranto. Per il lavoro privato la prima posizione spetta a Milano, con quasi 6.700 iscrizioni, una crescita del 22% rispetto al periodo pre-Covid. Il Tribunale di Napoli ha registrato il maggior numero di nuove liti sul pubblico impiego nel 2025, oltre 6mila, rispetto alle 1.252 del 2019.
Paola Ghinoy, presidente della sezione lavoro del Tribunale di Milano, segnala l’aumento delle impugnazioni di licenziamenti con richiesta di reintegro ex articolo 441-bis del Codice di procedura civile, che richiedono un trattamento prioritario. Secondo Ghinoy, l’incremento dei procedimenti di lavoro e previdenza è costante e si è mantenuto anche nei primi mesi del 2026: da gennaio ad aprile dell’anno precedente erano state iscritte 3.913 nuove cause totali, 367 delle quali impugnazioni di licenziamenti 441-bis; nello stesso periodo del 2026 le nuove cause sono state 4.466, di cui 504 impugnazioni di licenziamenti.
Anche al Tribunale di Napoli l’aumento dei nuovi procedimenti si è confermato nel 2026: nel primo trimestre dell’anno i procedimenti sopravvenuti in materia di pubblico impiego sono stati 2.185, in crescita del 15,3% rispetto allo stesso periodo del 2025. Questi casi rappresentano oltre un quarto delle cause di lavoro e previdenza sopravvenute nei primi tre mesi del 2026, considerando che in quel periodo nei tribunali sono confluiti anche decreti ingiuntivi, procedimenti cautelari e accertamenti tecnici preventivi.
A Napoli, circa il 37% delle nuove cause in materia di pubblico impiego proviene dal comparto scuola. Paolo Coppola, presidente della terza sezione lavoro del Tribunale di Napoli, indica come ancora presenti contenziosi legati alla carta del docente, questioni su diritti dei precari annuali e sul riconoscimento delle spettanze per supplenze brevi alla luce di pronunce della Corte di giustizia Ue, oltre a numerose cause avviate dai docenti per ferie non godute. Oltre alla scuola, rilevano anche le controversie della sanità, con vertenze del personale contro le aziende sanitarie su indennità, benefici connessi alle ferie e turnazione; molte di queste posizioni, secondo Coppola, si stanno comunque risolvendo tramite transazioni.
Sia a Napoli sia a Milano si segnala la possibilità che il contenzioso pubblico aumenti ulteriormente, alimentato anche da norme la cui compatibilità con il diritto europeo è ritenuta dubbia in alcuni rinnovi contrattuali. A Milano, inoltre, l’aumento del carico di lavoro non è accompagnato da un incremento delle risorse: la situazione del personale amministrativo è critica per la mancata sostituzione delle uscite per pensionamento e per l’imminente scadenza dei contratti dei funzionari dell’ufficio per il processo, generando preoccupazione per le scoperture organiche.
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