Il 2026 segna un salto qualitativo nell’attività di controllo dell’Agenzia delle Entrate. Non si tratta di un aumento quantitativo degli accertamenti, ma di un cambiamento profondo nel metodo: l’analisi del rischio basata su dati incrociati, alimentata da banche dati sempre più integrate e da algoritmi predittivi, sta trasformando il modo in cui il Fisco individua i soggetti da sottoporre a verifica. Per le imprese e i professionisti, questo significa che le anomalie nei comportamenti fiscali vengono intercettate prima, con maggiore precisione e con un livello di documentazione che rende più difficile contestare il presupposto dell’accertamento.
Il cuore della nuova strategia è l’incrocio sistematico tra le dichiarazioni dei redditi, le fatture elettroniche, i dati bancari e le informazioni provenienti da terzi — fornitori, clienti, enti previdenziali. Il sistema di compliance preventiva permette all’Agenzia di inviare comunicazioni ai contribuenti che presentano incoerenze, invitandoli a regolarizzare spontaneamente prima che scatti un vero e proprio accertamento. Le sanzioni in caso di adesione spontanea sono significativamente inferiori a quelle che seguono un accertamento d’ufficio.
Sul fronte delle verifiche più tradizionali, i settori con maggiore attenzione nel 2026 sono quelli ad alta intensità di contante — ristorazione, commercio al dettaglio, servizi alla persona — e quelli che hanno beneficiato in modo significativo dei crediti d’imposta previsti dai piani Industria 4.0 e transizione ecologica. Per questi ultimi, la documentazione tecnica non è un optional: perizie giurate, interconnessioni dimostrabili, rispetto dei requisiti tecnologici devono essere conservati e immediatamente esibibili. Le contestazioni in corso su fruizioni indebite di crediti 4.0 sono già numerose e gli importi recuperati dal Fisco sono rilevanti.
Per i professionisti in regime forfettario, il 2026 porta un’attenzione crescente alla congruità tra i compensi dichiarati e i consumi di beni e servizi. Il redditometro non è scomparso: è stato riformulato in strumenti più sofisticati che confrontano il tenore di vita con il reddito dichiarato, con particolare attenzione alle posizioni che rimangono nel regime agevolato pur avendo caratteristiche operative incompatibili con la sua ratio.
La lezione pratica per imprenditori e professionisti è una sola: la documentazione deve essere ordinata, completa e conservata nel rispetto dei termini di legge. Gli incentivi fiscali non sono mai privi di oneri: hanno un costo di compliance che va preventivato e gestito con la stessa attenzione dedicata all’investimento produttivo stesso, affidandosi a professionisti aggiornati sulle evoluzioni normative.
di Luigi d’Oriano
