Ottobre 11, 2026
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Nazionale News

Domanda di professionisti specializzati in IA cresce del 40%: emergono ruoli per governance e compliance

Nei primi quattro mesi del 2026 la domanda di professionisti con competenze sull’intelligenza artificiale è aumentata del 40% rispetto allo stesso periodo del 2025. Le ricerche di mercato si concentrano su figure tecniche come AI Engineer, Data Engineer e Generative AI Specialist, mentre parallelamente stanno nascendo nuovi profili dedicati alla regolamentazione e alla supervisione dell’uso dell’IA.
La crescita delle posizioni legate alla governance e alla compliance riflette l’esigenza delle aziende di presidiare responsabilità, trasparenza, gestione del rischio e protezione dei dati: stanno emergendo ruoli come AI governance Specialist e compliance Specialist per rispondere a queste necessità. L’entrata in vigore della prima legge dell’Unione Europea sull’IA, prevista per agosto 2026, è vista come un punto di svolta rispetto a trasparenza, supervisione e controllo dei sistemi automatizzati.
Secondo l’ultima Salary Guide di Hays Italia, oltre la metà dei professionisti (52%) utilizzava già l’IA generativa nel proprio lavoro, un livello in crescita rispetto al 43% registrato nel 2024. L’adozione dell’IA generativa in Italia è più che raddoppiata negli ultimi tre anni, passando dal 20% nel 2023 al 43% nel 2024 e raggiungendo il 52% nel 2025.
Nonostante l’uso sempre più diffuso, permane un divario sulle attività formative offerte dalle aziende: il 77% dei professionisti si dichiara disposto a partecipare a workshop o corsi dedicati all’IA. Per Hays Italia, l’intelligenza artificiale viene percepita sempre più come leva per aumentare produttività, efficienza, innovazione e competitività; per sfruttarne il pieno potenziale è però necessario accompagnare la diffusione con formazione e aggiornamento continui.
La Salary Guide evidenzia anche l’impatto concreto dell’IA sul lavoro quotidiano: il 63% dei professionisti indica come principale beneficio l’aumento di produttività ed efficienza, il 55% valorizza il supporto nell’analisi dei dati e il 38% riconosce la capacità di generare idee o contenuti creativi.
Non si profila, al momento, uno scenario dirompente sui livelli occupazionali: tra le aziende il 68% si dichiara poco o per nulla preoccupato dai potenziali rischi dell’IA sulle future opportunità di lavoro, mentre il 32% esprime maggiore preoccupazione. Tra i lavoratori, l’apprensione è più marcata nelle fasi centrali e finali della carriera; i più giovani (20-29 anni) appaiono invece più fiduciosi, con l’84% che si dichiara poco o per nulla preoccupato.
Secondo la direzione di Hays Italia, la sfida attuale non è solo introdurre l’IA nei processi aziendali, ma farlo in modo consapevole e responsabile, integrando la tecnologia come strumento a supporto delle persone per migliorare qualità del lavoro, capacità decisionale e competitività aziendale. Chi non accelera nell’acquisizione di competenze specialistiche, sia sul fronte tecnologico sia su quello della governance e della compliance, rischia di accumulare un ritardo difficile da colmare.

Maggiori approfondimenti: https://www.ilsole24ore.com/art/la-domanda-professionisti-cresce-40percento-AI7G27kC