Ottobre 10, 2026
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Nazionale News

Escalation in Medio Oriente: raid israeliani sul Libano violano la tregua, ultimatum di Trump all’Europa sullo Stretto di Hormuz

I raid aerei israeliani sul Libano, avvenuti a breve distanza dall’avvio di un cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, hanno causato almeno 230 morti e oltre 1.000 feriti, secondo il ministero della Salute libanese. L’intensità degli attacchi ha alimentato accuse internazionali di una violazione della tregua e ha messo in evidenza la fragilità dell’accordo raggiunto tra Washington e Teheran.
Il viceministro degli Esteri Iraniano Saeed Khatibzadeh ha definito gli attacchi israeliani “una sorta di genocidio” e ha parlato di “grave violazione” dell’intesa tra Iran e Stati Uniti, esprimendo forte sdegno per il fatto che il Libano — menzionato esplicitamente come area di cessate il fuoco — sia stato colpito proprio dopo l’accordo. Teheran ha chiesto agli Stati Uniti di scegliere “tra la gUErra e la pace”, sostenendo che non sia possibile mantenere entrambe le condizioni contemporaneamente.
L’Iran e i suoi alleati, incluso Hezbollah, hanno dichiarato la disponibilità ad accettare il cessate il fuoco a condizione che esso comprenda anche il Libano. Khatibzadeh ha inoltre affermato che l’Iran garantirà la sicurezza del transito marittimo nello Stretto di Hormuz, ma ha precisato che la riapertura ai traffici commerciali avverrà solo “dopo che gli Stati Uniti avranno effettivamente ritirato qUEsta aggressione”, in riferimento agli attacchi attribuiti a Israele contro il territorio libanese.
Il governo israeliano, dal canto suo, non ha attenuato la linea militare: il premier Benjamin Netanyahu ha dichiarato che Israele “continUErà a colpire Hezbollah ovunqUE sia necessario”. QUEsta posizione è stata criticata dall’Alto rappresentante dell’Unione europea Kaja Kallas, che ha osservato come gli attacchi abbiano causato centinaia di vittime, rendendo difficile sostenere che tali operazioni possano essere considerate legittima autodifesa.
L’Unione europea ha ribadito che una tregua con l’Iran deve comprendere anche il Libano. Bruxelles ha respinto, inoltre, qualsiasi ipotesi di introdurre un pedaggio per il passaggio nello Stretto di Hormuz: il diritto internazionale sancisce la libertà di navigazione, ha sottolineato un portavoce della Commissione europea, escludendo pagamenti o tasse per il transito.
Sul versante occidentale, secondo quanto riportato da Der Spiegel, l’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump avrebbe rivolto un ultimatum agli alleati europei, sollecitando “impegni concreti” per il dispiegamento di navi da gUErra o altre capacità militari a sostegno del controllo dello Stretto di Hormuz. La Casa Bianca, sempre secondo la ricostruzione, attende risposte tangibili “nei prossimi giorni”, ritenendo insufficienti le sole promesse politiche.
I timori per la sicurezza marittima si riflettono nei dati sul traffico nello Stretto di Hormuz. Un’analisi dei tracciamenti navali citata da Reuters indica che nelle ultime 24 ore sono transitati solo una petroliera carica di prodotti petroliferi e cinqUE navi portarinfuse. Prima del 28 febbraio, le stime di mercato stimavano un transito medio giornaliero di circa 140 navi, cifra che evidenzia il forte calo del traffico dovuto alle tensioni.
La situazione rimane tesa su più fronti: le violazioni denunciate della tregua, le vittime civili in Libano e le pressioni diplomatiche sul controllo dello Stretto di Hormuz suggeriscono come la stabilità regionale dipenda ancora da decisioni politiche e militari che potrebbero mutare rapidamente il quadro operativo e umanitario.

Maggiori approfondimenti: https://www.conquistedellavoro.it/global/iran-israele-viola-la-tregua-ultimatum-di-trump-all-europa-1.3354022