Ottobre 7, 2026
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Formazione e lavoro in Sicilia: 100 milioni per colmare il divario tra competenze e domanda delle imprese

La Regione Siciliana lancia un intervento mirato per ridurre il disallineamento tra competenze disponibili e bisogni delle imprese. Con l’Avviso 1 del 2026, destinato a finanziare la costruzione del nuovo Catalogo regionale dell’offerta formativa, vengono messi a disposizione 100 milioni di euro dal Programma operativo complementare 2014-2020, con l’obiettivo dichiarato di trasformare la formazione professionale in uno strumento diretto di accesso al lavoro.
Il cambiamento rispetto al passato riguarda soprattutto il metodo: i percorsi formativi non sono più definiti in astratto ma costruiti sulla base di un’analisi dei fabbisogni. Tra le fonti utilizzate figurano un’indagine commissionata a Noto Sondaggi, i dati Excelsior sulle assunzioni, i risultati delle precedenti edizioni dei bandi regionali e il confronto con le associazioni d’impresa. Questo approccio punta a sostituire un’offerta formativa “calata dall’alto” con una proposta modulata sulla domanda reale del mercato del lavoro.
La svolta politica è sancita dal protocollo d’intesa firmato a Palazzo d’Orléans tra Regione, Confindustria Sicilia e Ance: un’intesa che trasferisce il baricentro della formazione verso i fabbisogni delle imprese. Secondo il presidente di Confindustria Sicilia, Diego Bivona, «un’impresa su cinque non trova le persone di cui ha bisogno», e il mismatch tra domanda e offerta in Sicilia arriverebbe al 60%. Questa frattura pesa sulla competitività delle aziende e sulla capacità del territorio di attrarre investimenti.
Confindustria ha chiesto un cambio di paradigma: passare da una formazione per discipline, gestita principalmente dai formatori, a una didattica project-based costruita sulle competenze e realizzata in collaborazione con le imprese. L’intento è rendere la formazione più pertinente rispetto alle esigenze produttive e più efficace nell’aprire sbocchi occupazionali.
Il presidente della Regione, Renato Schifani, collega l’iniziativa al contesto economico dell’isola, sottolineando che «la Sicilia è tra le regioni italiane che più delle altre in questo momento sta attraendo investimenti sulle grandi opere» e che è quindi «fondamentale che il mercato del lavoro si faccia trovare pronto e in grado di rispondere alle reali esigenze delle aziende». Schifani indica nella collaborazione strutturale con il mondo produttivo una condizione necessaria per tracciare linee guida efficaci per la formazione futura.
Una novità sostanziale riguarda il funzionamento del Catalogo regionale: non sarà solo un elenco di corsi, ma uno strumento che mette il destinatario in condizione di scegliere direttamente il percorso formativo. Disoccupati, inoccupati e inattivi potranno selezionare il corso a cui iscriversi una volta pubblicata l’offerta, con l’intento di responsabilizzare sia gli enti di formazione sia i partecipanti.
L’assessore all’Istruzione e formazione, Mimmo Turano, definisce il bando una svolta per la formazione professionale Siciliana, offrendo a chi è privo di impiego la possibilità di frequentare corsi con concreti sbocchi occupazionali. Turano precisa che l’avviso è frutto del percorso avviato con Confindustria e Ance e include qualifiche che meglio rispondono ai fabbisogni delle imprese. L’obiettivo è che, ottenuta la qualifica, esista la reale prospettiva di un contratto di lavoro.
I percorsi previsti sono fortemente standardizzati e orientati all’occupabilità: possono durare fino a 600 ore e comprendono moduli obbligatori su sicurezza sul lavoro, competenze digitali e lingua straniera, oltre a una componente di stage e una quota limitata di formazione a distanza. Le classi saranno composte tra 8 e 15 partecipanti e per chi frequenta almeno il 70% delle ore è prevista un’indennità di partecipazione. Il focus formativo riguarda figure tecniche legate a amministrazione, edilizia, meccanica e impiantistica, oltre a competenze digitali e marketing, a riflettere sia le esigenze delle grandi opere sia la trasformazione tecnologica delle imprese.
Le tempistiche dell’avviso sono serrate e l’efficacia dipenderà dall’attuazione. L’avviso è rivolto agli enti di formazione accreditati con sede operativa in Sicilia, che potranno presentare istanza di inserimento dei percorsi nel Catalogo dell’offerta formativa dalle ore 16 del 20 marzo alle ore 18 del 27 marzo. I corsi dovranno iniziare entro il 3 giugno e concludersi entro novembre, con esami finali previsti entro dicembre. L’assegnazione delle risorse avverrà con procedura a sportello in ordine cronologico fino a esaurimento dei fondi, meccanismo che potrebbe avvantaggiare gli enti più strutturati e rapidi nella progettazione e rischiare di accentuare squilibri territoriali.
Infine, il 50% delle risorse è destinato alle macro famiglie di qualifiche richieste da Confindustria e Ance e contenute nel protocollo firmato con la Regione lo scorso 12 marzo. La sfida resta ora trasferire il disegno strategico in risultati concreti, riducendo il mismatch e aumentando le opportunità di occupazione per i partecipanti.

Maggiori approfondimenti: https://www.ilsole24ore.com/art/formazione-e-lavoro-sicilia-prova-chiudere-gap-avviso-100-milioni-AIninS4B