Ottobre 5, 2026
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Nazionale News

Giovani e primo impiego: in Italia le assunzioni entry-level calano del 18,8% tra difficoltà e salari inadeguati

L’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro si conferma complesso e disomogeneo. Secondo il recente Barometro del primo impiego di LinkedIn, a livello globale l’88% di chi si affaccia al mondo del lavoro non si sente adeguatamente preparato. In Italia le assunzioni cosiddette entry-level sono diminuite del 18,8% su base annua.
Le opportunità disponibili nel nostro paese si concentrano sempre più in ruoli amministrativi, di supporto e a contatto con il pubblico, mentre i percorsi tradizionali risultano meno accessibili. Tra i profili in crescita emergono figure ibride in grado di combinare creatività, competenze di business e conoscenze tecnologiche.
Nel dettaglio della top ten dei ruoli in ascesa figurano content producer, event assistant, international sales specialist, ingegnere AI, coordinatore di eventi, responsabile clienti, ingegnere aerospaziale, tecnico del controllo qualità, assistente legale e contabile fiscale. Per i giovani le opportunità risultano concentrate in ambiti come pubblica amministrazione, intrattenimento, IT & Media e servizi finanziari, con posizioni trasversali tra marketing, comunicazione e sviluppo commerciale.
L’intelligenza artificiale si conferma una competenza sempre più richiesta, presente in numerosi percorsi professionali. A livello settoriale però il rallentamento delle assunzioni non è uniforme: comparti come Entertainment (-6,4%) e Accommodation & Food Services (-11,5%) mostrano una maggiore tenuta, mentre Education (-31,2%) e Healthcare (-25,9%) registrano cali più marcati.
Dai dati del barometro emergono criticità strutturali rilevanti per il contesto italiano, in particolare salari bassi e precarietà contrattuale. Anche quando ottengono un primo impiego, molti giovani segnalano la difficoltà di raggiungere l’indipendenza economica: il 37% indica come ostacolo principale uno stipendio insufficiente rispetto al costo della vita e il 28% ritiene problematica l’instabilità lavorativa, spesso dovuta a contratti brevi o temporanei. Un ulteriore 25% dichiara di non trovare opportunità nella propria città e valuta quindi la possibilità di trasferirsi.
Queste condizioni spingono molti giovani a considerare esperienze all’estero: tra chi prenderebbe in considerazione un trasferimento, il 48% lo farebbe per ottenere uno stipendio più elevato e migliori prospettive economiche, il 33% per una qualità della vita superiore e benefit più interessanti, mentre il 28% punta a opportunità di carriera più ampie e maggiore stabilità nel proprio settore.
Cambiano anche le aspettative sui primi ruoli professionali. Tra i principali “red flag” identificati dai giovani italiani figurano retribuzioni assenti o simboliche (24%) e scarsa trasparenza su stipendio, contratto e condizioni dell’offerta (24%). Seguono la mancanza di flessibilità o di equilibrio tra vita privata e lavoro (12%) e le limitate opportunità di crescita e apprendimento (10%). Questi elementi influenzano sempre più le decisioni di candidatura e la qualità percepita delle offerte.
Per affrontare la complessità del mercato, LinkedIn sottolinea l’importanza di rafforzare il legame tra formazione e lavoro, aiutando i giovani a trasformare le conoscenze acquisite in competenze pratiche e spendibili. Anche i ruoli nuovi vanno “spacchettati” in skill chiare per favorire l’allineamento con i percorsi professionali. Secondo Olga Farreras Casado, Career Expert di LinkedIn Italia, oggi la differenza la fanno la capacità di adattamento, l’apprendimento rapido e la lettura del contesto: il talento è sempre più definito da quanto velocemente una persona sa evolvere.
Per chi è all’inizio della carriera, LinkedIn propone raccomandazioni operative: costruire una rete professionale fin da subito, ampliare il raggio di ricerca, concentrarsi sulle opportunità più rilevanti, valorizzare le competenze in modo concreto e mantenere organizzazione e continuità nella ricerca del lavoro.
Il quadro disegnato dal Barometro mette in evidenza la necessità di interventi mirati per migliorare la transizione scuola-lavoro e rendere le opportunità iniziali più stabili e remunerative, così da favorire una reale autonomia economica delle nuove generazioni.

Maggiori approfondimenti: https://www.ilsole24ore.com/art/assunzioni-entry-level-calo-188percento-un-anno-AIIJ2JVC