Gli acquisti dei fondi sovrani arabi nella manifattura italiana seguono un filo conduttore chiaro: la fascia alta del mercato. L’interesse si concentra su marchi consolidati e spesso iconici, capaci di rappresentare nicchie in cui l’Italia mantiene una leadership riconosciuta a livello globale.
Tra gli investimenti più rilevanti figura l’ingresso del Public Investment Fund dell’Arabia Saudita nel capitale di Pagani: nel 2021 il fondo, tramite Pauk Investment, ha rilevato il 30% del brand della Motor Valley. Lo stesso fondo detiene inoltre il 6% di Technogym e un terzo delle quote di Azimut Benetti, principale operatore mondiale nel settore degli yacht. Azimut Benetti è particolarmente forte in termini di produzione, con 163 yacht in costruzione e una quota che si avvicina a un quarto del mercato globale; per il 26esimo anno consecutivo è leader mondiale nel segmento degli yacht sopra i 24 metri.
La partnership con investitori esteri è vista come leva per aprire nuove prospettive di sviluppo, in particolare nei mercati del Medio Oriente. Anche il Qatar ha effettuato mosse strategiche nel lusso italiano: il fondo Mayhoola ha acquisito la quota di controllo della maison Valentino e controlla interamente il marchio di abbigliamento maschile Pal Zileri, operazione risalente al 2014. In passato il Qatar ha inoltre promosso iniziative sul made in italy attraverso la joint venture IQ made in italy Venture, un progetto potenziale da 2 miliardi tra Qatar Holding e il Fondo Strategico Italiano; quest’ultimo ha però sostanzialmente interrotto la propria attività nel 2022 con la cessione dell’unica partecipazione, la quota in Inalca.
Nel 2020 il fondo Chimera Investment ha acquisito Colnago, storico marchio di biciclette artigianali. All’epoca l’azienda dichiarava ricavi intorno a 20 milioni; cinque anni dopo il fatturato è quadruplicato. Colnago mantiene una posizione di rilievo nel segmento di alta gamma, con prodotti che possono superare i 20mila euro, come le serie limitate legate a eventi ciclistici e a campioni che corrono su telai del marchio.
L’attenzione degli investitori arabi verso il panorama industriale italiano sembra destinata a crescere, anche alla luce dell’accordo quadro siglato a febbraio 2025 tra il governo italiano e gli Emirati Arabi Uniti, valutato in 40 miliardi di dollari e focalizzato su tecnologia, transizione energetica e sviluppo industriale. Questo contesto favorisce ulteriori opportunità di collaborazione e acquisizione, in particolare nei segmenti di eccellenza del made in italy.
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