Ikea Italia ha riaperto il confronto con le organizzazioni sindacali e ha siglato un accordo sul contratto integrativo aziendale che pone fine alle agitazioni dei mesi scorsi e rafforza le relazioni sindacali. L’intesa introduce misure su welfare, orari, retribuzioni, formazione e governance delle innovazioni tecnologiche, oltre a semplificare i meccanismi di comunicazione interna.
L’azienda ha comunicato che nel triennio di vigenza dell’accordo destinerà circa 24 milioni di euro a favore degli oltre 7.500 co‑worker in Italia. Tra le novità operative figura la possibilità di svolgere assemblee anche nei punti vendita con meno di 15 dipendenti e l’utilizzo di strumenti digitali per migliorare la comunicazione tra parti.
Il premio di risultato è stato rivisto con un nuovo modello che assicura importi complessivamente più elevati rispetto al sistema precedente e prevede la possibilità di conversione volontaria in beni e servizi di welfare, usufruendo della relativa detassazione. Sempre sul piano del welfare aziendale, a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori assunti a tempo indeterminato, compresi gli apprendisti, sarà attribuito un importo annuo di 150 euro su un Conto Welfare Individuale, fruibile in beni e servizi e parametrato in funzione dell’anzianità aziendale.
L’accordo dedica ampio spazio agli equilibri vita‑lavoro, alla genitorialità e all’inclusione sociale. Sono stati introdotti congedi aggiuntivi: 12 giorni per il padre e 22 giorni per il genitore non partoriente, nel caso in cui non si fruisca di specifici congedi previsti dalla normativa, oltre a un congedo supplementare di 3 giorni per i percorsi di procreazione medicalmente assistita.
Sono state ridefinite anche le indennità per lavoro domenicale e festivo. Per i nuovi assunti è stata ridotta l’anzianità richiesta per accedere alle maggiorazioni, in considerazione del maggiore coinvolgimento nelle giornate di apertura. Le maggiorazioni sono state elevate: la domenicale passa al 65%, è introdotta una quarta “domenica di picco” con maggiorazione al 75% e la maggiorazione per festività sale all’85% a partire dal terzo evento.
Sui contratti di appalto è stato rafforzato un modello di contrattazione inclusiva finalizzato a garantire tutele complessive per le lavoratrici e i lavoratori lungo tutta la filiera. L’accordo include inoltre un capitolo specifico sul confronto preventivo relativo all’introduzione di nuove tecnologie e sistemi di intelligenza artificiale, con l’obiettivo di governare i processi di innovazione minimizzandone gli impatti occupazionali e garantendo una transizione equa, partecipata e inclusiva.
Per quanto riguarda gli inquadramenti professionali, è prevista la riduzione dei tempi per l’acquisizione delle professionalità specialistiche inquadrate al III livello, accompagnata da un percorso formativo strutturato e monitorato. Le parti hanno concordato l’avvio di un processo per eliminare la deroga sul passaggio dal 4° al 3° livello, prevedendo un percorso formativo di 12 mesi con verifica degli obiettivi e un’indennità di 500 euro.
A sei mesi dalla scadenza triennale dell’accordo verrà costituita una commissione incaricata di analizzare e ridefinire ruoli e compiti degli specialisti e la classificazione complessiva. Sono previste anche sessioni di approfondimento sulle mansioni a contenuto specialistico, in relazione all’evoluzione organizzativa e professionale. Le questioni legate a mansioni promiscue e intercambiabilità dei ruoli saranno trattate tramite confronto finalizzato a intese tra le direzioni di negozio e le Rsu/Rsa.
Infine, in materia di salute e tutela dei lavoratori, l’intesa riconosce condizioni migliorative rispetto al contratto collettivo nazionale, estendendo il riconoscimento dell’indennità di malattia anche al terzo e al quarto evento di malattia.
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