Il doppio. Un punto di sintesi evidente della rivoluzione innescata dall’Intelligenza Artificiale è qui, nel balzo in avanti deciso delle richieste di Formazione Manageriale in questo ambito, con il monitoraggio attuato da Fondirigenti che ha evidenziato nel 2025 un salto quantico. Le imprese comprendono sempre più l’importanza cruciale di prepararsi per il futuro dominato dall’IA. Gli investimenti non riguardano solo l’acquisizione di competenze tecniche ma si estendono anche al potenziamento delle capacità gestionali dei manager, coloro che dovranno guidare questa rivoluzione.
Il sistema Confindustria ha lanciato un progetto di ricerca innovativo in collaborazione con Fondirigenti per identificare le competenze chiave necessarie ed esaminare le lacune esistenti nel panorama manageriale. Questo progetto coinvolge 200 manager provenienti da varie aziende ed è sviluppato dal Centro di Ricerca Strategic Change Franco Fontana della Luiss, insieme a Sistemi Formativi Confindustria. L’iniziativa mira a tracciare una mappa dettagliata delle competenze richieste per affrontare con successo la trasformazione digitale e sarà presentata in un evento speciale in Viale dell’Astronomia.
L’obiettivo principale della ricerca è stato comprendere appieno le competenze essenziali per gestire efficacemente l’era dell’IA. Emergono chiaramente la governance della trasformazione e la capacità di sviluppare nuove strutture organizzative come elementi cruciali per guidare il cambiamento. Altrettanto rilevante è il pensiero strategico per individuare dove e come integrare con successo l’Intelligenza Artificiale nei processi aziendali. Questi temi sono stati approfonditi attraverso laboratori dedicati ai manager per esplorare le applicazioni pratiche dell’IA in ambiente lavorativo e per capire l’impatto sulle Competenze Manageriali, compresa la leadership e la strategia aziendale.
La ricerca ha continuato con uno studio multi-caso per analizzare le strategie di adozione dell’IA e per sviluppare modelli teorici coerenti. I manager si trovano di fronte a una sfida significativa, poiché devono adattarsi alla rapidità dei cambiamenti che coinvolgono non solo i processi interni, ma anche i modelli di business a livello globale. Dall’analisi dei laboratori emerge come la chiave non sia solo la padronanza tecnologica in senso stretto, ma soprattutto la capacità di pensare in termini tecnologici, immaginando nuovi processi aziendali che traggano vantaggio dall’IA.
Un’incognita rimane legata all’impatto sull’occupazione, con alcune mansioni che rischiano di essere automatizzate, mettendo sotto pressione il ruolo manageriale. Tuttavia, la figura del manager, con il suo impatto trasversale e difficilmente sostituibile, potrebbe resistere ai cambiamenti più a lungo.
Enzo Peruffo, direttore del Centro di Ricerca Luiss Strategic Change Franco Fontana, sottolinea che il vero vantaggio competitivo non risiede solo nella tecnologia, ma soprattutto nella capacità dei manager di guidare il cambiamento in modo coinvolgente e trasformativo. Lo sviluppo di competenze ibride che combinano leadership, cultura aziendale, comunicazione tecnica e interpretazione dei dati diventa fondamentale per un utilizzo sostenibile, inclusivo e trasformativo dell’IA.
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