Ottobre 11, 2026
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Nazionale News

Il Nuovo Scenario Economico Mondiale

L’economista americano Michael Hudson, con esperienza presso la Chase Manhattan Bank negli anni ’60, analizza in modo critico il cambiamento dell’atteggiamento economico degli Stati Uniti verso i loro alleati nominali. Questa trasformazione viene descritta come una transizione da una “avidità a lungo termine”, come definita da Goldman Sachs, a un approccio apertamente predatorio. Curiosamente, la maggior parte dei leader nazionali sta seguendo questa direzione, quasi compiacendosi o lamentandosi solo occasionalmente, incarnando una sorta di sindrome di Stoccolma insieme a incentivi personali discutibili.
Una nota importante è che, nonostante il crollo apparente del cosiddetto Occidente, ad eccezione della Russia, altre parti del mondo non versano in condizioni particolarmente favorevoli. La Cina, ad esempio, si trova con un pesante debito privato, ufficialmente paragonabile a quello degli Stati Uniti, il che suggerisce una situazione probabilmente ancora più critica. I leader cinesi stanno tentando di affrontare la sovraccapacità produttiva dannosa in settori come l’industria automobilistica e l’energia solare.
Nonostante il riconoscimento del problema, la Cina non sta abbandonando il modello incentrato sulle esportazioni e gli investimenti, che non promuove un’economia maggiormente orientata ai consumi. Questo comporta delle sfide, poiché la deflazione affligge non solo la Cina ma viene esportata, come evidenziato dai continui cali dei prezzi in Thailandia. L’ex economista delle Nazioni Unite, Joma Kwame Sundaram, prevede che molte economie in via di sviluppo saranno colpite da crisi finanziarie a causa del crescente debito estero.
Intervistato da Glenn Diesen, il professor Michael Hudson espone che il recente Rapporto sulla Sicurezza Nazionale riconosce la necessità di abbandonare i principi di libero scambio, libero investimento e sovranità paritaria tra le nazioni elaborati dall’ONU nel 1945, poiché non servono più agli interessi americani. Nei decenni passati, la politica americana si è incentrata non sulla creazione di un ordine mondiale pacifico come in passato, ma sembra essere orientata verso la preparazione a un eventuale conflitto con Russia e Cina.
La situazione attuale mostra come gli investimenti industriali siano sempre meno remunerativi rispetto alla finanziarizzazione e al semplice guadagno tramite le transazioni finanziarie. Questa direzione seguita dagli Stati Uniti, come dall’Europa, solleva preoccupazioni riguardanti la bolla finanziaria, in particolare nel settore dell’intelligenza artificiale e nell’indebitamento massiccio.
Il Rapporto sulla Sicurezza Nazionale prevede un veloce passaggio verso un ordine coercitivo improntato al motto “America first”, a discapito di altre nazioni. L’impopolarità di leader come Macron, Starmer e Friedrich Merz riflette la disapprovazione degli elettori e minaccia non solo le economie ma anche i partiti politici al potere.
Trump sostiene che la Dottrina Monroe richiede che gli altri Paesi mantengano le distanze dagli Stati Uniti, ma allo stesso tempo il territorio statunitense non è esente da ingerenze esterne. Tuttavia, la possibilità di una dominazione unipolare continua a essere irrealistica e fantasiosa.
Infine, Hudson evidenzia come gli Stati Uniti e l’Europa affrontino sfide economiche strutturali e finanziarie, oltre ad aver perso il legame con i valori democratici. La necessità di rivedere il quadro economico appare urgente, poiché l’attuale narrazione propagandistica rischia di offuscare la realtà economica.

Maggiori approfondimenti: https://www.conquistedellavoro.it/global/usa-avidi-o-apertamente-predatori-america-first-e-gli-altri-si-mettano-in-coda-1.3353025