L’auto privata resta il mezzo privilegiato per gli spostamenti casa-lavoro in Italia, molto più che nella media europea. La fotografia emerge da un’indagine di SD Worx, società specializzata in soluzioni HR & Payroll, che ha coinvolto 16.500 lavoratori in 16 paesi europei: nel nostro Paese il 75% dei dipendenti intervistati dichiara di recarsi al lavoro principalmente in auto, contro una media UE del 59%.
I mezzi pubblici—treno, autobus, metro o tram—vengono utilizzati solo dal 15% degli intervistati Italiani, contro il 20% della media europea. Questi risultati trovano riscontro anche nel “22° Rapporto sulla mobilità degli Italiani” (Audimob-ISFORT, 2025), che documenta come l’automobile rappresenti il 61% degli spostamenti complessivi legati a lavoro, studio, esigenze familiari e tempo libero.
Paradossalmente, le condizioni per una svolta verso una mobilità meno dipendente dall’auto esistono: nel periodo post-Covid gli spostamenti si sono fatti più frequenti ma più brevi. La lunghezza media di un viaggio in Italia è oggi di 9,2 km, oltre l’80% degli spostamenti è inferiore a 10 km e la mobilità è fortemente concentrata nelle aree urbane.
Anche i tempi di pendolarismo sono tra i più contenuti in Europa. Secondo SD Worx, gli Italiani impiegano in media 35,2 minuti per andare e tornare dal lavoro, molto meno rispetto alla media europea di 52,6 minuti. Quasi il 43% dei lavoratori completa il tragitto in meno di 30 minuti (28% la media UE). La distanza media percorsa tra andata e ritorno è di 45,9 km, e il 67% dei lavoratori percorre meno di 50 km al giorno, dato in linea con il 65% europeo.
La ricerca evidenzia tuttavia una marcata sfiducia verso il trasporto pubblico: solo il 29,5% degli intervistati ritiene autobus, metro e treni convenienti, affidabili e facilmente accessibili (la media europea è del 35,6%), mentre il 46% esprime un giudizio negativo. Solo un lavoratore su tre (33%) si dichiara dotato di sufficienti opzioni di mobilità per il tragitto casa-lavoro, a fronte di una media europea del 53,3%.
Il basso gradimento del trasporto pubblico è attribuito soprattutto a criteri di flessibilità, puntualità e integrazione con altre soluzioni di mobilità, che ne limitano la percezione come alternativa valida all’auto, nonostante una copertura maggiore nelle grandi città.
Per promuovere una mobilità più sostenibile, sottolinea la ricerca, non bastano incentivi ai mezzi pubblici: è necessario un approccio d’insieme che coinvolga politiche aziendali (smart working, orari flessibili, benefit per la mobilità sostenibile) e incentivi all’adozione di biciclette ed e-bike, oltre alla presenza di figure come i mobility manager.
«Comprendere le dinamiche della mobilità casa-lavoro aiuta a leggere meglio come lavoro, organizzazione del tempo e spostamenti si influenzino reciprocamente, pur senza ridurre il tema a una singola variabile», commenta Chiara Valdata, People Manager di SD Worx Italy. Secondo Valdata, i tempi e le distanze relativamente contenuti rappresentano un potenziale per l’evoluzione delle scelte di mobilità, specialmente nelle aree urbane e periurbane.
Maggiori approfondimenti: https://www.ilsole24ore.com/art/negli-spostamenti-casa-lavoro-3-italiani-4-scelgono-l-auto-AIIOqcTC
