Anche per i 220mila lavoratori della distribuzione moderna e organizzata è in arrivo un aumento di 240 euro. Dopo che sono stati rinnovati i contratti di Confcommercio, Confesercenti e Distribuzione cooperativa, ieri Federdistribuzione ha raggiunto l’accordo per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro con i sindacati di categoria, Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil. L’accordo chiude un lungo percorso negoziale e il cerchio di tutti i contratti del commercio che erano scaduti alla fine del 2019. L’intesa riguarda le grandi catene del retail moderno e organizzato, da Ikea a Brico, Metro, Conforama, Carrefour, Esselunga, Vegé Acqua&sapone, Zara, Rinascente, Coin, Ovs, Kasanova, Kiko, Metro, Obi, Leroy Merlin, solo per citarne alcune di un lungo elenco. Avrà vigenza fino al 31 marzo del 2027 e prevede un aumento contrattuale a regime di 240 euro al quarto livello, da riparametrare. Oltre a una una tantum di 350 euro. Questo, secondo i calcoli dei sindacati, porterà all’erogazione di una massa salariale di 7.180 euro, comprendendo anche l’una tantum. Nonostante le tensioni delle scorse settimane e lo sciopero del sabato di Pasqua, le imprese avevano già deciso di erogare la prima tranche di 70 euro che è quindi retroattiva: parte da aprile 2024 e si aggiunge ai 30 euro concordati con l’accordo ponte del 2022. È stato previsto anche l’incremento dell’indennità annua della clausola elastica del part-time, che passa da 120 euro annui a 155. Per fare fronte alle fasi di vacanza contrattuale che nel settore del commercio, soprattutto per via delle crisi passate e della pandemia, si sono rivelate molto lunghe, questo contratto è corso ai ripari introducendo una novità sulla parte economica. E cioè la previsione di un elemento economico pari al 30% dell’Ipca al netto degli energetici importati previsionale, applicato ai minimi retributivi contrattuali nel caso di mancato rinnovo del contratto dopo 6 mesi dalla scadenza o dalla presentazione della piattaforma. La parte normativa dell’intesa che è stata fonte di molto attrito tra le parti, ha affrontato numerose tematiche, senza però diminuire le tutele dei lavoratori. E’ stata aggiornata la classificazione del personale, ma anche l’impegno per un confronto attivo e costante per valorizzare ulteriormente i ruoli e le professionalità distintive del settore. Inoltre tra gli altri temi affrontati ci sono la lotta alla violenza di genere, il graduale innalzamento dell’orario minimo dei lavoratori part-time come ulteriore risposta al lavoro “disagiato”, l’estensione delle opportunità occupazionali per i giovani nel weekend e il rafforzamento delle misure di conciliazione vita-lavoro. Il presidente di Federdistribuzione Carlo Alberto Buttarelli spiega che le imprese «hanno portato avanti con grande impegno e responsabilità il confronto con i sindacati, mettendo sempre al primo posto la volontà di coniugare il rispetto delle persone e dei loro diritti con la sostenibilità economica delle imprese. Oggi abbiamo raggiunto l’accordo che fornisce risposte economiche ai lavoratori per i prossimi anni, tenuto conto di quanto già erogato nei mesi scorsi, e introduce novità normative a un settore che è in continua evoluzione e che necessita di soluzioni specifiche. Il percorso che abbiamo avviato per dare identità e specificità alle grandi imprese del retail che operano in Italia è per noi un impegno ineludibile. La Federazione continuerà ad essere l’interprete primario del settore distributivo moderno in Italia, convinta che la crescita, la capacità di generare investimenti, occupazione e valore per il territorio, da parte delle imprese associate, convivano con una visione più moderna, ma non precaria, del lavoro». Federdistribuzione, conclude Buttarelli, «proseguirà questo percorso, in un costruttivo confronto con le parti sindacali, con la stessa passione, determinazione e, soprattutto, con la stessa coerenza, dimostrate dalle aziende che hanno creduto nel percorso negoziale fino al rinnovo odierno». In una nota unitaria, i sindacati, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UIltucs, aggiungono che «dopo la rottura delle trattative che aveva portato allo sciopero unitario del 30 marzo, Federdistribuzione è tornata al tavolo rivedendo il proprio posizionamento. L’impegno congiunto di sindacati, lavoratrici e lavoratori ha aperto una breccia al tavolo di una trattativa, da troppo tempo in stallo dopo la sottoscrizione dell’accordo ponte siglato nel dicembre 2022, e ha permesso di raggiungere un’intesa che migliora le condizioni di lavoro e i trattamenti retributivi». Questo accordo, concludono i sindacati, «chiude finalmente il quadro dei rinnovi del terziario a cui mancava solo il contratto della DMO che si applica ai più grandi e noti marchi della distribuzione in Italia».
Maggiori approfondimenti: https://www.ilsole24ore.com/art/commercio-aumento-240-euro-220mila-lavoratori-grande-distribuzione-AF0ZS6hD
