Ottobre 14, 2026
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Indagini sui Grandi Brand della Moda: Nuovi Sviluppi

Ancora una volta, il settore della moda viene messo sotto i riflettori dell’attenzione. Tredici importanti gruppi sono ora oggetto di inchieste condotte dalla Procura di Milano. Nella serata del martedì 2 dicembre, i carabinieri del nucleo per la Tutela del Lavoro, su incarico del procuratore Paolo Storari, hanno fatto irruzione presso le sedi aziendali richiedendo documentazione relativa ai controlli sulla sicurezza e sulla legalità lungo tutta la catena produttiva. Le aziende coinvolte dovranno fornire entro breve tempo agli inquirenti quanto richiesto, affinché la procura possa valutare le azioni da intraprendere: che sia un’amministrazione giudiziaria, in base al Testo Unico Antimafia, o un’accusa diretta di caporalato, secondo la legge 231. I marchi coinvolti includono nomi rinomati come Missoni, Off White operating, Adidas Italy, Yves Saint Laurent manifatture, Givenchy Italia, Ferragamo, Versace, Gucci, Pinko, Prada, Coccinelle, Dolce&Gabbana, e Alexander McQueen.
Le indagini condotte hanno rivelato numerosi casi di “ sfruttamento pesante” di manodopera di origine cinese, che è stata impiegata in condizioni di il legalità a favore delle aziende menzionate. Diversi stabilimenti visitati in varie regioni italiane (principalmente in Lombardia, Toscana e Marche) hanno evidenziato situazioni di il legalità e pericolo. I lavoratori sottopagati sono stati costretti a lunghe ore di lavoro in condizioni igieniche precarie, senza ricevere adeguati contributi e compensi per straordinari. La fragilità di queste persone è spesso aggravata dalla minaccia della clandestinità.
I marchi di prestigio sono stati richiesti di consegnare una vasta documentazione, tra cui visure camerali, contratti, organigrammi, verbali dei consigli di amministrazione e sindacati del periodo gennaio 2023 – oggi. Inoltre, sono richiesti documenti relativi ai controlli interni, ai fornitori di materie prime e servizi, ai programmi di audit interni, al monitoraggio e alla tracciabilità, nonché i bilanci per il periodo 2023-2024 e di sostenibilità.
In sintesi, la procura sembra sollecitare un’adeguata regolarizzazione delle aziende coinvolte. Le investigazioni continuano a svelare e contrastare la catena di approvvigionamento caratterizzata da sfruttamento grave. I primi grandi marchi soggetti a custodia giudiziaria sono stati Alviero Martini, Armani operations, Valentino Bags e Manifacture Dior.
Mentre il caso di Tod’s si evolve in modo inedito, le autorità giudiziarie non accusano direttamente i grandi marchi di caporalato, ma sottolineano la mancanza di controlli sufficienti lungo la catena di fornitura, permettendo così la presenza di il legalità ignorate o tollerate. L’obiettivo delle autorità è creare un registro “sano” di fornitori. L’accusa di caporalato è un’altra questione, dove i manager eventualmente coinvolti risponderanno personalmente in tribunale.

Maggiori approfondimenti: https://www.ilsole24ore.com/art/caporalato-quali-sono-e-cosa-rischiano-13-brand-centro-dell-inchiesta-AIVElVE