I lavoratori del settore alimentare nell’area milanese mostrano un livello elevato di sensibilità verso le tematiche della responsabilità sociale. È quanto emerge dai dati presentati in un convegno organizzato da Unione Italiana Food insieme ai sindacati Fai, Flai e Uila e a Gi Group, basati su una ricerca condotta da ODM Consulting.
Secondo lo studio, il 97% dei dipendenti delle aziende alimentari del territorio riconosce l’impegno delle proprie imprese sui temi della responsabilità sociale. Una quota significativa, che riflette l’influenza delle politiche aziendali e delle iniziative interne sul percepito dei lavoratori.
Oltre alla valutazione dell’impegno aziendale, la ricerca mette in luce anche una concreta disponibilità personale: più del 60% degli intervistati è disposto a dedicare fino a due ore alla settimana a progetti di responsabilità sociale, impegnandosi al di fuori del normale orario di lavoro.
Un altro elemento evidenziato dal convegno riguarda il ruolo della contrattazione collettiva. Il 57% dei lavoratori indica infatti la contrattazione come uno strumento chiave per promuovere e sviluppare la sostenibilità nelle imprese. Questo dato conferma l’importanza del dialogo tra aziende e sindacati all’interno dell’agenda ESG e suggerisce che la contrattazione può contribuire anche all’efficacia dei progetti sociali.
La ricerca offre spunti rilevanti per comprendere come il settore alimentare possa consolidare pratiche sostenibili: il riconoscimento delle imprese da parte dei lavoratori e la disponibilità al volontariato rappresentano risorse preziose, mentre la contrattazione collettiva appare un canale essenziale per integrare e rafforzare tali iniziative.
Maggiori approfondimenti: https://www.ilsole24ore.com/art/alimentare-lavoratori-piu-solidali-e-disposti-2-ore-volontariato-settimana-AIBlyv2B
