Ottobre 11, 2026
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Nazionale News

Lavoro e umanoidi: rischi, vantaggi e regole per la convivenza in azienda

L’ingresso degli umanoidi nei luoghi di lavoro va interpretato come l’arrivo di una nuova generazione di macchine: un’evoluzione della robotica tradizionale, spinta dall’integrazione di sistemi avanzati di intelligenza artificiale. L’Inail sottolinea che questa trasformazione porta con sé rischi specifici, ma anche benefici potenzialmente rilevanti per la sicurezza e la salute dei lavoratori.
Tra i rischi emergenti, il tema della stabilità dinamica è centrale. A differenza dei robot tradizionali ancorati al suolo, molti umanoidi sono bipedi: la possibilità di perdita di equilibrio e caduta della macchina rappresenta un pericolo potenziale per le persone che lavorano a fianco di questi dispositivi. Un secondo rischio deriva dall’interazione imprevedibile: l’autonomia decisionale degli umanoidi basata su algoritmi di intelligenza artificiale richiede sistemi in grado di interpretare in tempo reale i movimenti umani e prevenire collisioni. Infine, la presenza di macchine antropomorfe può generare stress cognitivo o tecnostress nei lavoratori, con possibili ricadute sul benessere e sulla capacità di concentrazione.
Ai vantaggi concreti evidenziati dall’Inail, corrispondono opportunità importanti per ridurre esposizioni a compiti pericolosi o usuranti. Circa un terzo degli infortuni registrati ogni anno in azienda è legato a scivolamenti, inciampi, cadute e movimentazione manuale dei carichi: assegnare attività faticose e rischiose agli umanoidi può contribuire a prevenire molti di questi eventi e migliorare la sicurezza complessiva.
Quanto alle conseguenze in caso di incidente o infortunio causato da un umanoide, l’approccio istituzionale si fonda su due pilastri. Il primo è la tutela assicurativa e indennitaria totale del lavoratore: un infortunio provocato da un robot umanoide rientra nella copertura prevista per gli infortuni sul lavoro, con accesso alle prestazioni sanitarie ed economiche stabilite dalla normativa. Il secondo pilastro riguarda l’accertamento delle responsabilità. Come per qualsiasi macchinario industriale, le verifiche ispettive e legali valuteranno la correttezza della valutazione dei rischi condotta dal datore di lavoro.
Nel dettaglio, gli ispettori dovranno accertare che l’umanoide sia conforme ai requisiti di marcatura CE, che i sistemi di sicurezza siano integrati correttamente nel ciclo produttivo e, in modo cruciale, che i lavoratori siano stati adeguatamente informati, formati e addestrati alla convivenza con l’automa.
Sul fronte normativo, è in corso un’intensa attività di normazione tecnica a livello nazionale e internazionale: enti come UNI, CEN e ISO stanno lavorando su standard specifici, con la partecipazione attiva dell’Inail. Anche la regolamentazione comunitaria si sta aggiornando: il Regolamento macchine europeo 2023/1230, che entrerà in vigore a gennaio 2027, già definisce requisiti per sistemi robotici e macchine autonome. Tra gli obblighi indicati figurano la resistenza a interferenze o manomissioni intenzionali, la stabilità dei limiti delle funzioni di sicurezza anche durante le fasi di apprendimento automatico e il tracciamento degli interventi e delle versioni del software.
Sebbene il quadro tecnico-normativo sia ancora in evoluzione, l’Inail adotta un approccio proattivo, partecipando a progetti di ricerca e collaborazioni con istituti di ricerca come l’IIT di Genova e sostenendo bandi di ricerca mirati. Lo sviluppo di norme, strumenti di valutazione del rischio e percorsi di formazione saranno elementi decisivi per rendere sicura e sostenibile la convivenza tra lavoratori umani e colleghi umanoidi nelle imprese.

Maggiori approfondimenti: https://www.ilsole24ore.com/art/lavoro-come-far-convivere-fabbrica-umani-i-colleghi-umanoidi-AISiULCD