Ottobre 10, 2026
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L’ingegneria cerca profili ibridi: digitalizzazione, specializzazione e visione trasversale

Il mercato dell’engineering evolve: la domanda di competenze si fa più articolata e la competizione tra professioni diventa più vivace. I progetti sempre più complessi impongono alle società di ingegneria di chiedere non solo competenze tecniche specialistiche, ma anche capacità multidisciplinari e solide basi culturali.
Le aziende ricercano professionisti in grado di integrare diversi saperi, con una preparazione tecnica affidabile e una visione trasversale. Emergerebbe così l’identikit del professionista “ibrido”: curioso, adattabile e capace di coniugare creatività e rigore tecnico. «Visione creativa, padronanza digitale e robusta base tecnica» sono gli elementi indicati da Umberto Sgambati, presidente di Proger Spa, tra le cento maggiori società di ingegneria al mondo, che impiega circa 800 professionisti.
Secondo Sgambati, la conoscenza dell’inglese e degli strumenti digitali è ormai imprescindibile. Nella competizione internazionale vince chi sa integrare innovazione e artigianalità italiana: «Sul mercato vanno a ruba esperti di digitalizzazione, in meccatronica o Ai. E “project management” è la parola d’ordine. Noi cerchiamo giovani con il digitale nel sangue: le scienze dell’informatica e la capacità di ragionare in termini digitali sono merce preziosa. Ma per noi sono ancora più interessanti gli ingegneri trasversali, con una solida base tecnica, capaci di declinare il loro sapere secondo i canoni moderni». Per Sgambati, è preferibile costruire una base solida di competenze fondamentali all’inizio della carriera, piuttosto che puntare subito a una specializzazione rigida.
Per Francesco Gori, fondatore e ceo di Esa engineering, realtà attiva nell’ingegneria impiantistica e sensibile alle tematiche di sostenibilità ed energia, il punto di partenza restano competenze altamente specialistiche e aggiornate: dalla progettazione impiantistica e antincendio all’acustica, dalle facciate alle strutture e ai trasporti verticali, fino alla sostenibilità e all’efficienza energetica. La sfida, aggiunge Gori, è far convivere queste eccellenze all’interno di un processo progettuale strutturato e coerente.
Anche Francesca Federzoni, presidente di Politecnica, sottolinea la difficoltà di reperire sul mercato le figure più richieste per la progettazione integrata. I laureati in ambiti impiantistici sono meno numerosi e spesso preferiscono l’industria alla libera professione. Le professionalità più ricercate sono ingegneri elettrici e meccanici, strutturisti e idraulici. Federzoni precisa che in ambito impiantistico l’età conta meno perché le aziende si occupano della formazione interna, mentre per strutture e infrastrutture è necessario personale con qualche anno di esperienza. «Cerchiamo profili squisitamente e tradizionalmente tecnici perché il nostro pilastro è la competenza tecnica e manageriale», afferma.
Dal punto di vista del project & construction management, Andrea Tota, country manager Italia di Hill International, osserva che la specializzazione è un requisito imprescindibile: sono le competenze verticali a garantire la qualità dei servizi. I liberi professionisti vengono coinvolti nelle fasi che richiedono expertise mirate, come scheduling, questioni ambientali, procedure burocratiche per permessi e autorizzazioni, impiantistica e geotecnica. Tota rimarca però l’importanza della capacità di pianificare e monitorare tempi e costi, elementi che rendono qualsiasi competenza realmente distintiva.
Oltre alle competenze tecniche, le società valutano anche l’approccio personale dei candidati. Riccardo Trabacchi, neo-direttore generale di Starching, evidenzia l’importanza della curiosità: «La curiosità del progettista è il motore del lavoro; da questa attitudine nascono motivazione, entusiasmo e coinvolgimento». Altre qualità ricercate sono la capacità di creare inclusività e di operare in contesti dove tutti si sentono accolti, valorizzati e rispettati, condizioni ritenute essenziali per lavorare con soddisfazione.
In sintesi, il profilo ricercato nel settore dell’ingegneria combina competenze tecniche specialistiche, padronanza digitale, capacità di gestione progettuale e attitudini personali orientate alla curiosità e all’inclusione. Le imprese puntano su giovani con solide basi e su professionisti esperti in grado di integrare saperi diversi per rispondere a progetti sempre più complessi e internazionali.

Maggiori approfondimenti: https://www.ilsole24ore.com/art/societa-ingegneria-caccia-talenti-AI0109AD