Ottobre 7, 2026
Corso Enrico Tazzoli, 235 (int. 3A)
Nazionale News

Meta tra ritardi nell’AI, sorveglianza interna e il progetto di chip proprietari ‘Iris’

Negli ultimi mesi Meta ha affrontato una serie di criticità che hanno messo in luce ritardi nello sviluppo dell’intelligenza artificiale, tensioni interne e decisioni strategiche volte a ridurre la dipendenza dai fornitori esterni di chip.
Secondo resoconti basati su registrazioni di assemblee interne, il fondatore Mark Zuckerberg avrebbe ammesso che lo sviluppo degli agenti AI non sta procedendo con la rapidità attesa, nonostante gli ingenti investimenti. All’inizio dell’anno l’azienda ha tagliato circa 8.000 posizioni, pari a circa il 10% della forza lavoro, e ha riallocato altri 7.000 dipendenti in team dedicati all’AI, compresa una divisione specifica per agenti intelligenti. Nonostante queste riorganizzazioni, il progresso degli algoritmi sembra essere stato più lento del previsto.
Per accelerare l’apprendimento dei modelli, Meta avrebbe anche adottato sistemi di tracciamento digitale dell’attività dei dipendenti, raccogliendo dati per l’addestramento dei sistemi AI. La misura ha suscitato malumori tra i lavoratori, che si sono sentiti spiati, e ampio risalto sui media.
Su questo sfondo critico si inserisce il giudizio della Commissione Europea: la struttura di Instagram e Facebook è stata richiamata per elementi di design ritenuti finalizzati a creare dipendenza. Secondo la Commissione, alcune pratiche potrebbero violare il Digital Services Act, esponendo Meta al rischio di sanzioni che potrebbero arrivare fino al 6% del fatturato.
Nel contesto di un clima aziendale descritto come caotico da varie cronache giornalistiche, è circolata anche una vicenda curiosa e simbolica. In uno degli uffici di Meta a Bangkok uno scoiattolo inviato per posta sarebbe entrato nell’edificio, seminando panico per circa venti minuti e graffiando un dipendente che ha poi ricevuto cure in ospedale. L’animale sarebbe stato catturato; la consegna del pacco era stata accettata da un addetto alle pulizie esterno, richiamato in seguito. L’episodio ha generato reazioni ironiche tra i dipendenti, con meme e video satirici che hanno preso di mira la situazione interna.
Parallelamente alle tensioni umane e reputazionali, Meta ha annunciato un cambiamento strategico significativo: l’avvio della produzione dei propri chip per l’intelligenza artificiale a partire da settembre, con l’obiettivo di contenere i costi e diminuire la dipendenza dai fornitori esterni di processori avanzati. Il progetto include la possibilità di commercializzare capacità di calcolo inutilizzata, secondo indiscrezioni emerse a luglio.
Il chip proprietario, con nome in codice Iris, fa parte del programma Meta Training and Inference Accelerators (MTIA). Secondo un memo interno citato da Reuters, la progettazione è interna a Meta, con collaborazioni tecniche con Broadcom per il design e con Taiwan Semiconductor Manufacturing Company (TSMC) per la produzione. Meta prevede di introdurre un nuovo chip circa ogni sei mesi fino al 2027, un ritmo di sviluppo molto più serrato rispetto ai cicli tradizionali del settore.
Queste mosse evidenziano un cambiamento nell’approccio delle grandi aziende tech: dalla semplice spinta agli investimenti si sta passando a una maggiore attenzione all’efficienza e all’uso delle risorse. Lo sviluppo di chip su misura potrebbe negli anni ridurre la domanda verso fornitori esterni come Nvidia e AMD, modificando segmenti del mercato dei semiconduttori. Tuttavia, resta da vedere se la strategia riuscirà a colmare il ritardo percepito nello sviluppo degli agenti AI e a migliorare il morale interno, in un momento in cui la società è sotto osservazione da investitori, regolatori e media.

Maggiori approfondimenti: https://www.conquistedellavoro.it/global/lo-scoiattolo-ribelle-di-meta-annuncia-la-rivoluzione-nella-propriet%C3%A0-dei-chip-1.3355480

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *