Ottobre 14, 2026
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Natuzzi, vertenza aperta: distanza su piano industriale ma accordi su esodi e formazione

Si è tenuto a Bari un incontro tra Natuzzi e i sindacati sul fronte della cassa integrazione e delle misure correlate per favorire uscite volontarie dei dipendenti o il loro riassorbimento in altre realtà della filiera. Sul piano industriale, tuttavia, permangono distanze rilevanti: al tavolo Sepac della Regione la società ha confermato l’intenzione di trasferire in Romania il 15% delle attività oggi svolte in Puglia e Basilicata.
Le parti hanno concordato di proseguire il confronto sulla cassa integrazione: è prevista una nuova riunione prima del tavolo già convocato l’11 giugno dal ministro Adolfo Urso al Ministero delle imprese e del made in Italy. In parallelo, Natuzzi ha predisposto un piano sperimentale di esodo che mette a disposizione 6 milioni di euro, finalizzati a un’indennità massima di 50.000 euro per i lavoratori che aderiranno su base esclusivamente volontaria.
Le adesioni al piano di esodo saranno affiancate da misure di politica attiva del lavoro messe a bando dalla Regione Puglia. I lavoratori interessati potranno partecipare a percorsi formativi della durata di 400 ore con un’indennità di frequenza di 6 euro l’ora. È inoltre allo studio la possibilità di favorire l’assorbimento dei lavoratori Natuzzi da parte di altre imprese della filiera del mobile imbottito.
Per facilitare la ricollocazione, Arpal Puglia avvierà un progetto per la raccolta delle candidature volontarie dei dipendenti coinvolti. Il Sepac ha già fissato un ulteriore incontro per il 16 giugno, dedicato alla presentazione dei progetti industriali e alle ipotesi di reindustrializzazione del territorio.
L’assessore allo sviluppo economico della Regione Puglia, Eugenio Di Sciascio, ha definito la vertenza «complessa» e «delicata», sottolineando che coinvolge centinaia di lavoratori e uno dei marchi storici della manifattura pugliese e nazionale. Di Sciascio ha evidenziato segnali di apertura emersi durante il confronto, in particolare la disponibilità dell’azienda a convocare Rsu e Rsa prima dell’11 giugno, elemento che «restituisce centralità al confronto» e può favorire la ricerca di una soluzione condivisa sulla gestione della cassa integrazione.
Restano però questioni sensibili, a partire dalle preoccupazioni sindacali per il trasferimento di attività produttive all’estero. La Regione Puglia ha dichiarato che continuerà a mantenere aperto il dialogo e a lavorare per la tutela occupazionale, la salvaguardia del presidio industriale e il futuro della filiera del mobile imbottito.

Maggiori approfondimenti: https://www.ilsole24ore.com/art/riassetto-natuzzi-accordo-complessivo-ancora-lontano-AI2pXpVD

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