Ottobre 7, 2026
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Nazionale News

Nei cantieri veneti arrivano i mediatori culturali per la sicurezza sul lavoro

Formedil Veneto ha avviato un corso sperimentale per introdurre nei cantieri della regione la figura del mediatore culturale per la sicurezza sul lavoro. Il primo gruppo è composto da nove mediatori — otto donne e un uomo — provenienti da Ucraina, Marocco, Bangladesh, Romania, Nigeria, India e Togo. L’obiettivo è rendere la formazione sulla sicurezza più accessibile e efficace per lavoratori di origine straniera, sempre più presenti nel settore edile regionale.
La nuova figura professionale è stata prevista dal contratto regionale dell’edilizia artigiana e delle PMI e nasce per affiancare i docenti durante i corsi, facilitando la comprensione di norme, rischi e procedure nei cantieri. Il ruolo richiede competenze non solo linguistiche ma anche tecniche e relazionali: dalla conoscenza della normativa sulla sicurezza alla capacità di tradurre concetti complessi in esempi concreti, fino alla costruzione di un rapporto di fiducia con i lavoratori.
Il corso sperimentale è stato promosso in collaborazione con Confartigianato Marca Trevigiana e ha coinvolto mediatori già attivi come interpreti per Prefetture, enti di formazione e cooperative sociali. Secondo i promotori, la mediazione culturale va oltre la semplice traduzione: è necessaria per trasferire consapevolezza del rischio adattando linguaggio, esempi e approccio culturale. «Le parti sociali hanno dimostrato grande lungimiranza — sottolinea il presidente Enrico Maset — introducendo una figura capace di rendere davvero efficace la formazione sulla sicurezza. Non basta tradurre: serve trasferire consapevolezza del rischio, adattando linguaggio, esempi e approccio culturale». Il vicepresidente Pietro De Angelis aggiunge che, con mediatori formati, «la sicurezza diventa realmente accessibile e comprensibile per tutti» e che si punta a distinguersi da logiche puramente formali elevando la qualità della formazione.
La misura risponde a una necessità del mercato del lavoro in Veneto: oltre la metà della manodopera impiegata nelle imprese edili artigiane e nelle PMI è straniera. A livello regionale il settore dell’edilizia registra una forte presenza di lavoratori stranieri, che costituiscono oltre il 12% degli occupati complessivi, con aree dove la maggioranza della manodopera è non italiana e con oltre il 31% delle imprese edili guidate da imprenditori stranieri.
A livello nazionale Unioncamere segnala che nell’ultimo anno le assunzioni previste di immigrati hanno sfiorato quota 1.360.000, pari al 23% del totale delle assunzioni previste: in pratica, circa un nuovo assunto su quattro non è italiano. Questo cambiamento strutturale rende necessario un salto di qualità nella formazione per la sicurezza sul lavoro.
I dati sugli infortuni sottolineano l’urgenza dell’intervento: l’Inail ha certificato per il 2025 un aumento di 1.681 infortuni sul lavoro rispetto all’anno precedente (+2,4%) e di 2.935 rispetto al 2020 (+4,25%), il dato più elevato nel quinquennio. Il settore delle costruzioni, insieme a quello agricolo, figura tra i comparti con il maggior numero di infortuni registrati. In questo contesto, l’introduzione dei mediatori culturali è pensata per ridurre l’esposizione al rischio dei lavoratori stranieri, spesso più vulnerabili a causa di barriere linguistiche e difficoltà nella comprensione delle norme di sicurezza.
L’esperienza pilota apre la strada a un’estensione della pratica: il rafforzamento della mediazione culturale nei percorsi formativi potrebbe contribuire a ridurre gli incidenti, migliorare la qualità del lavoro e sostenere la competitività del settore edile regionale, dove la presenza di lavoratori stranieri è ormai determinante.

Maggiori approfondimenti: https://www.ilsole24ore.com/art/nei-cantieri-veneti-entrano-primi-mediatori-culturali-la-sicurezza-AIm86jOC