Uno studio promosso da Banca Sella e condotto dal Family Business Lab (FABULA) della LIUC – Università Cattaneo, in collaborazione con AIDAF (Associazione italiana delle imprese familiari), mette in luce il ruolo centrale della leadership femminile nelle aziende di famiglia: dalle scelte orientate alla continuità generazionale all’attenzione verso pratiche di sostenibilità e al miglioramento dei processi aziendali.
La ricerca ha coinvolto 74 donne in posizioni di vertice (ad o ceo) operanti in diversi settori su tutto il territorio italiano. Un’indagine qualitativa ha approfondito inoltre la storia di nove realtà guidate da amministratrici delegato donne — non necessariamente appartenenti alla famiglia proprietaria — quali Axet Facility, Donnafugata, Feltrinelli, Green Oleo, Grendi, Irinox, Pasta Cuomo, Ponti e Timeswapp.
Dal lavoro emerge un modello ricorrente, definito dagli autori come “modello Eva”: tre caratteristiche distintive della leadership femminile identificate come Empatia, Visione e Autenticità. Questi tratti, osservano i ricercatori, si traducono in scelte manageriali orientate a preservare la tradizione familiare, a trasmettere valori imprenditoriali alle nuove generazioni e a coniugare attenzione ai risultati economico-finanziari con responsabilità ambientale, sociale e di governance.
Il team del FABULA si è posto due obiettivi principali: identificare le leve che favoriscono la crescita professionale delle donne nelle imprese familiari e misurare i benefici prodotti dalla loro leadership; e delineare caratteristiche comuni e percorsi che hanno condotto le dirigenti ai ruoli apicali. Per le valutazioni è stata impiegata una scala da 1 a 5 per l’importanza dei diversi elementi esaminati.
I dati raccontano una scelta motivata dalla volontà di garantire la continuità e custodire i valori familiari: la possibilità di proseguire la tradizione familiare e di trasmettere spirito imprenditoriale ottiene un punteggio medio di 4,39; l’opportunità di orientare il futuro dell’azienda segna 4,27; il desiderio di aiutare gli altri attraverso il lavoro e l’attività dell’impresa arriva a 4,07.
La leadership femminile produce effetti misurabili in ambiti diversi. Sul piano economico-finanziario si rileva un miglioramento del fatturato (3,46) e della redditività (3,57). Sul fronte imprenditoriale emergono progressi nel miglioramento dei processi esistenti (3,85), nel rafforzamento della competitività e della resilienza aziendale (3,84), nello stimolo alla cultura dell’innovazione e della sperimentazione (3,76) e nella maggiore agilità dell’impresa nell’adattarsi ai cambiamenti di mercato (3,75).
Per quanto riguarda la sostenibilità ambientale, le dirigenti segnalano l’adozione di politiche per la tutela dell’ambiente (3,74), iniziative di sensibilizzazione rivolte alla comunità e agli stakeholder (3,72) e una migliore gestione dei rifiuti con uso di materiali riciclabili o da fonti rinnovabili (3,57).
In ambito di governance i benefici più marcati sono il miglioramento della comunicazione e delle pratiche di reporting (3,96), lo sviluppo e il consolidamento di codici etici e di condotta (3,91) e un impegno crescente per favorire una maggiore rappresentanza femminile negli organi di governo aziendale, agevolando l’accesso di altre donne a ruoli apicali (3,87).
Sulla sfera della sostenibilità sociale, le partecipanti indicano come principali ricadute il miglioramento delle condizioni di lavoro e la creazione di un ambiente lavorativo più coeso (4,19), l’incremento della reputazione e dell’immagine etica dell’impresa (4,15) e lo sviluppo di piani di welfare aziendale (4,06).
I co-direttori del FABULA, Salvatore Sciascia e Valentina Lazzarotti, sottolineano che la presenza femminile ai vertici delle imprese italiane resta ancora limitata, incluso il comparto delle imprese familiari, e che questo squilibrio penalizza le aziende nonostante le donne che accedono a ruoli di responsabilità dispongano spesso di titoli di studio ed esperienze superiori.
La ricerca rientra nel progetto “Voglio una borsa rosa” promosso da Banca Sella per favorire una cultura finanziaria inclusiva rivolta alle donne. Il progetto prevede una serie di tappe in diverse città italiane — fra cui gli incontri già svolti a Castellanza e Cuneo e quelli programmati a Verona e Cesena — dove imprenditrici e manager condivideranno percorsi, decisioni e strategie adottate nel loro percorso professionale.
Il quadro complessivo fornito dallo studio conferma come la leadership femminile nelle imprese familiari possa rappresentare un fattore di continuità, valore sociale e innovazione gestionale, con benefici che investono risultati economici, pratiche di governance e impatto sociale e ambientale.
Maggiori approfondimenti: https://www.ilsole24ore.com/art/nelle-imprese-familiari-leadership-femminile-guida-continuita-AIwSNZ3C
