Ottobre 11, 2026
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Neolaureati e stage: retribuzione, formazione e fuga all’estero guidano le scelte

I neolaureati italiani mostrano scelte professionali sempre più orientate a riconoscimento economico, opportunità di crescita e flessibilità. Lo rileva una ricerca condotta da Ing people insights lab insieme a YouGov sul rapporto tra neolaureati, stage e valorizzazione del talento, che ha coinvolto 411 giovani tra i 20 e i 30 anni laureatisi negli ultimi due anni.
Gli stage restano la principale via d’ingresso nel mercato del lavoro: circa la metà dei partecipanti ha svolto almeno un’esperienza di stage negli ultimi tre anni. Tra coloro che hanno avuto uno stage, poco più della metà (circa il 60%) ha ricevuto un compenso, con una retribuzione media mensile di 607 euro, in lieve aumento rispetto ai 565 euro registrati nel 2025. Solo il 14% degli stagisti ha percepito più di 800 euro al mese (era il 9% nel 2025).
Nella scelta dello stage le priorità sono le opportunità di apprendimento e formazione (55%), la possibilità di assunzione (48%) e l’ammontare del rimborso spese (47%). La metà dei neolaureati ha rifiutato almeno un’offerta di stage e tra le motivazioni principali il rimborso troppo basso pesa per il 36%.
La percezione diffusa è che il talento non sia adeguatamente valorizzato in Italia: il 70% dei giovani ritiene infatti che il Paese non riconosca a dovere il merito. Secondo i partecipanti, le imprese non assicurano i tre elementi ritenuti fondamentali per valorizzare il talento: un riconoscimento economico adeguato (56%), opportunità di crescita professionale (53%) e condizioni di work-life balance con flessibilità e smart working (48%). Le opportunità di crescita risultano particolarmente rilevanti per le donne, che le indicano nel 63% dei casi, segnalando difficoltà ancora presenti nei percorsi di carriera.
Lo stipendio gioca un ruolo decisivo anche nella scelta tra restare in Italia o trasferirsi all’estero: il 62% dei giovani segnala la retribuzione come fattore principale per decidere di rimanere nel Paese. Seguono la possibilità di assunzione (40%) e le opportunità di apprendimento e formazione (35%). Tra chi ha già svolto uno stage, assume peso anche la flessibilità dell’orario di lavoro (32%) e lo smart working (27%).
Gli stagisti valutano l’esperienza come formativa: il 50% di chi ha svolto uno stage dichiara di aver acquisito competenze relazionali e di lavoro in team, e la stessa percentuale riporta di aver ottenuto competenze tecniche. Tuttavia, solo uno su quattro nutre aspettative che lo stage si trasformi in un’occupazione stabile. Le prospettive di conversione in lavoro sono maggiori per chi ha una laurea in ambito scientifico e per chi ha svolto uno stage retribuito.
Per rispondere alle criticità emerse, ING Italia ha annunciato misure volte a valorizzare il talento e rendere il mercato italiano più attrattivo. Sul fronte economico, la banca ha innalzato nel 2025 il rimborso spese degli stage a 1.500 euro netti al mese e affiancato il compenso con un pacchetto di welfare che comprende buoni pasto da 7 euro per ogni giorno lavorato, anche in smart working, oltre all’accesso a programmi di wellbeing. Per favorire flessibilità e work-life balance ING adotta un modello di smart working che prevede quattro giorni al mese in presenza in ufficio, con maggiore flessibilità nei mesi estivi e per esigenze personali o di salute. Sulle opportunità di crescita, la banca promuove percorsi strutturati per neolaureati, tra cui l’International Talent Programme e altre iniziative dedicate allo sviluppo professionale.
I dati confermano come, per i giovani laureati, la combinazione di retribuzione adeguata, prospettive di carriera e condizioni di lavoro flessibili sia determinante nella valutazione delle prime esperienze professionali e nella decisione se restare in Italia o cercare opportunità all’estero.

Maggiori approfondimenti: https://www.ilsole24ore.com/art/stage-stipendio-si-ferma-600-euro-7-neolaureati-10-talento-non-e-riconosciuto-AI2Gxp5C