Ottobre 14, 2026
Corso Enrico Tazzoli, 235 (int. 3A)
Nazionale News

Pechino accusa: gli Stati Uniti mirano a riconquistare la ricchezza globale, la Cina punta su modello Hong Kong‑Hainan

La diplomazia tra i capi di Stato resta centrale nei rapporti tra Cina e Stati Uniti. Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Lin Jian, ha sottolineato che Pechino e Washington continueranno a comunicare riguardo alla possibile visita del presidente americano Donald Trump in Cina, dopo l’annuncio di un rinvio del viaggio di qualche settimana.
Secondo il quotidiano Global Times, alcune narrative occidentali avrebbero approfittato della crisi in Medio Oriente per screditare la strategia diplomatica cinese, definita da Pechino volta a trasformare l’Iran in un pilastro regionale. Il giornale definisce tali critiche frutto di una mentalità tipica delle grandi potenze, che non coglie i principi di coesistenza pacifica e vantaggio reciproco professati dalla politica estera cinese.
Analisti cinesi citati sui media locali sostengono che l’intervento militare statunitense contro l’Iran, attribuito in parte a un’azione orchestrata da Israele, avrebbe obiettivi economici più ampi: invertire il flusso della ricchezza globale. Il ragionamento è che il capitale si muove continuamente tra paesi e centri finanziari, e che conflitti e instabilità possono spingere i patrimoni a rifluirsi verso gli Stati Uniti.
Il Global Times evidenzia il ruolo degli Stati Uniti come principale polo d’attrazione per la ricchezza globale, grazie a mercati finanziari profondi, eccellenze tecnologiche e attrattiva culturale. Al tempo stesso, il giornale sottolinea come fattori interni — discriminazione razziale, barriere di classe e un sistema fiscale e giuridico complesso — possano ostacolare l’integrazione dei nuovi ricchi provenienti da paesi non occidentali.
Nel pezzo si cita il caso di Changpeng Zhao, fondatore di Binance, che dopo aver subito azioni legali negli Stati Uniti si è trasferito e ha ottenuto la cittadinanza negli Emirati Arabi Uniti, come esempio di come la sicurezza giuridica e la pressione regolamentare spingano capitali e individui facoltosi verso nuovi centri. La regione del Golfo — Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Qatar e Oman — viene indicata come uno dei principali beneficiari di tale spostamento di ricchezza, grazie a regimi fiscali favorevoli e procedure di movimentazione dei capitali più agevoli.
Il commento giornalistico prosegue collegando interventi militari statunitensi del passato a motivazioni economiche: dai bombardamenti sulla Jugoslavia all’invasione dell’Iraq, fino alla guerra tra Russia e Ucraina, ritenuti tutti episodi che avrebbero avuto conseguenze sui flussi di capitale e sui vantaggi competitivi degli Stati Uniti. Secondo questa linea interpretativa, la riacutizzazione del conflitto in Medio Oriente manderebbe un segnale ai grandi patrimoni, orientandoli verso mercati ritenuti più sicuri.
In parallelo, Pechino propone una risposta strategica: il modello «a doppio centro» Hong Kong‑Hainan come alternativa per la gestione e l’attrazione di ricchezza in Asia. Hong Kong viene descritta come un centro finanziario consolidato, grazie al suo ruolo storico di porto franco e al sistema di common law, ma limitato da vincoli spaziali e costi elevati.
Hainan è presentata come il polo con maggiore potenziale di crescita: pur senza una completa liberalizzazione dei conti in valuta, l’isola sarebbe destinata a implementare politiche speciali per investimenti, commercio, consumi e mobilità del personale, con l’obiettivo di diventare una piattaforma nazionale di gestione patrimoniale e servizi a valore aggiunto. L’intento di Pechino, si legge, non è replicare Hong Kong ma creare un centro con maggior spazio fisico, ambiente più favorevole e apertura istituzionale differenziata.
Secondo i commentatori cinesi, il modello Hong Kong‑Hainan offrirebbe un vantaggio competitivo difficile da eguagliare, anche per la percezione di maggiore sicurezza garantita dal sostegno statale. Il messaggio implicito rivolto a Washington è di conoscere i propri limiti nella competizione per l’attrazione dei capitali globali.

Maggiori approfondimenti: https://www.conquistedellavoro.it/global/visti-da-pechino-vogliono-invertire-il-flusso-di-ricchezza-ma-noi-vigiliamo-1.3353820