È stato recentemente presentato il rapporto dal titolo “Il dumping contrattuale nel settore turismo: quali rischi per le imprese” elaborato da Federalberghi, l’ente che rappresenta le imprese turistiche italiane, in collaborazione con l’Ente bilaterale nazionale del settore turismo e con Adapt, l’Associazione per gli studi sul diritto del lavoro fondata dal professor Marco Biagi. Questo studio è il risultato di un’analisi approfondita basata sui dati dell’Archivio nazionale dei contratti e degli accordi collettivi di lavoro del Cnel e ha l’obiettivo di mettere in luce i rischi legati all’uso di contratti collettivi di lavoro stipulati da organizzazioni non rappresentative, come associazioni datoriali e sindacali non riconosciute ufficialmente.
Il rapporto sottolinea in modo chiaro e inequivocabile i pericoli a cui le imprese vanno incontro nel caso si affidino a entità prive di legittimazione e rappresentatività, esponendosi a conseguenze economiche, normative e di immagine estremamente gravi. Ad esprimere preoccupazione è Giuseppe Roscioli, Vicepresidente di Federalberghi e presidente della Commissione sindacale dell’organizzazione, il quale sottolinea che le imprese rischiano di trovarsi in un vero e proprio incubo caratterizzato da costi aggiuntivi derivanti dal recupero di contributi non versati, da possibili contenziosi e dalla perdita di benefici derivanti da agevolazioni varie. Questo scenario, senza dubbio, giustifica la massima prudenza nell’operare nel settore.
I rischi che emergono comprendono costi aggiuntivi che possono arrivare a diverse decine di migliaia di euro all’anno per un’impresa alberghiera di media grandezza con 14 dipendenti, qualora si trovi a dover affrontare l’applicazione di un “contratto pirata”. Questi costi includono il recupero di contributi previdenziali non versati e la restituzione di crediti retributivi ai dipendenti coinvolti. Inoltre, l’impresa potrebbe vedersi negare l’accesso a istituti contrattuali come i contratti a termine, l’apprendistato, la flessibilità dell’orario di lavoro e altri benefici riservati ai contratti leader come il CCNL Turismo stipulato da Federalberghi, Faita e dai sindacati FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL e UILTuCS, che viene applicato dalla grande maggioranza delle imprese e dei dipendenti del settore turistico.
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