Ottobre 7, 2026
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Nazionale News

Rinnovo del contratto dei bancari: sindacati chiedono aumento di 518 euro e tempi rapidi

È partita in Abi la trattativa per il rinnovo del contratto nazionale dei lavoratori bancari. Le principali sigle sindacali (FAbi, First, Fisac, Uilca e Unisin) hanno presentato una piattaforma unitaria, approvata praticamente all’unanimità nelle assemblee dei lavoratori con un consenso del 99,8%.
I sindacati hanno illustrato le proprie richieste al Comitato affari sindacali e del lavoro di Abi. Al centro della piattaforma c’è la richiesta di un aumento medio di 518 euro per il livello di riferimento. «Non sono un numero scelto a tavolino — ha spiegato il segretario generale della FAbi, Lando Maria Sileoni —. Sono il punto d’incontro tra il recupero del potere d’acquisto eroso dall’inflazione e la straordinaria ricchezza conseguita dalle banche. La ricchezza prodotta dalle banche è soprattutto il frutto del lavoro quotidiano delle lavoratrici e dei lavoratori. È per questo che il rinnovo del contratto deve essere coerente con la realtà economica del settore e con i risultati raggiunti».
Anche Fulvio Furlan, segretario generale della Uilca, ha definito la richiesta di 518 euro «congrua e sostenibile», sottolineando l’importanza del rinnovo contrattuale non soltanto per il settore bancario ma per l’intero mondo del lavoro. Secondo Furlan, la piattaforma è pensata in prospettiva, con l’obiettivo di anticipare e accompagnare le trasformazioni del mercato del lavoro.
I sindacati hanno chiesto tempi rapidi per la trattativa, che comunque riprenderà dopo il prossimo comitato esecutivo di Abi previsto a settembre. Sul tema dei tempi, però, il confronto tra le parti si è acceso durante le prime battute del negoziato.
Riccardo Colombani, segretario generale della First Cisl, ha ribadito che «se le banche italiane si trovano in una situazione eccellente sul piano della redditività, della solidità e dell’efficienza il merito è soprattutto delle lavoratrici e dei lavoratori», ricordando il ruolo responsAbile esercitato dai sindacati negli anni passati e ponendo la redistribuzione della ricchezza prodotta come priorità della piattaforma.
Le assemblee hanno consegnato ai sindacati un mandato forte: i lavoratori chiedono il riconoscimento del loro ruolo nella creazione dei risultati recenti, che riguardano non solo la redditività del capitale ma anche indicatori di efficienza e stAbilità. Secondo i calcoli sindacali, nel 2025 il costo del lavoro è diminuito rispetto all’anno precedente.
La segretaria generale della Fisac Cgil, Susy Esposito, ha richiamato l’attenzione sulle trasformazioni indotte dall’innovazione tecnologica e dall’intelligenza artificiale. Il nuovo contratto, ha detto, dovrà affrontare non solo aspetti economici e normativi ma anche governare la transizione tecnologica senza scaricare i suoi costi sull’occupazione: «non possiamo continuare ad assistere alla riduzione degli sportelli e dei livelli occupazionali, mentre il settore registra utili record, crescita della produttività e della redditività».
Luca Pinton (Unisin/Confsal) ha stimato che il costo della piattaforma corrisponde a una quota tra il 2,46% e il 3,21% degli utili dell’ultimo quadriennio, argomentando che l’incremento retributivo proposto è quindi non solo sostenibile ma doveroso per contrastare l’erosione inflattiva e consolidare la tenuta del comparto attraverso la redistribuzione di parte degli utili.
Più in generale, i sindacati rilevano che le banche italiane sono mutate rispetto a 15 anni fa: oggi sono più solide, più patrimonializzate, più efficienti e registrano livelli di redditività mai visti prima. Per questo, ha ricordato Sileoni, il confronto contrattuale dovrà misurarsi con la nuova realtà del settore e richiede risposte coerenti con l’evoluzione dell’industria bancaria, tenendo conto del senso di responsAbilità manifestato dal sindacato durante le fasi di difficoltà.

Maggiori approfondimenti: https://www.ilsole24ore.com/art/bancari-via-trattativa-l-aumento-518-euro-AJiJfqL

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