Ottobre 11, 2026
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Trasparenza salariale: molte imprese ancora impreparate mentre cresce l’attenzione a HR, AI e multigenerazionalità

A pochi mesi dall’entrata in vigore della direttiva UE sulla trasparenza salariale, fissata al 7 giugno, molte aziende non sembrano ancora pronte ad adeguarsi ai nuovi obblighi. La sesta edizione dell’Osservatorio Zucchetti HR, basata su un campione di oltre 1.500 imprese italiane di ogni dimensione, mostra una diffusione limitata delle pratiche richieste: la RAL (retribuzione annua lorda) è indicata negli annunci di lavoro soltanto nel 32% dei casi.
I dati dell’Osservatorio evidenziano una sostanziale disomogeneità tra grandi e piccole imprese. Le realtà più grandi stanno mettendo in campo iniziative per adeguarsi, mentre le piccole mostrano minor consapevolezza e prontezza. Secondo il report, circa un’azienda su tre – e una piccola impresa su due – dichiara di ignorare totalmente gli obblighi previsti dalla direttiva UE sulla pay transparency.
Per Luca Stella, Innovation Manager BU HR di Zucchetti e Presidente dell’Advisory Board dell’Osservatorio, le trasformazioni richieste dovranno partire da un cambiamento cultuRALe: “Si tratterà di ragionare in termini di organizzazione in cluster quindi sui sistemi di job architecture per andare a mappare competenze e compiere analisi del gender gap”. In pratica, oltre all’adeguamento normativo, le aziende saranno chiamate a ripensare la classificazione dei ruoli e la valutazione del valore delle mansioni.
L’applicazione pratica della normativa richiederà un maggiore supporto tecnologico: occorrerà creare e aggiornare anagrafiche complete del personale, identificare e catalogare competenze e mansioni, clusterizzare i lavoratori su profili omogenei o di pari valore, condurre simulazioni e analisi dettagliate, e informare i dipendenti tramite report e strumenti di comunicazione interni.
Oltre alla trasparenza retributiva, l’Osservatorio ha approfondito altri temi strategici per le funzioni HR. L’intelligenza artificiale applicata alla gestione del personale è individuata come la grande sfida dei prossimi anni, ma al momento la sua diffusione resta limitata: l’adozione media dell’AI nei processi HR è pari al 12%. Tra le grandi imprese la quota sale al 19%, mentre le piccole risultano ancora in ritardo.
Altro fronte rilevante è la gestione dei team multigenerazionali. Il 52% delle aziende ha già modificato la propria strategia per attrarre e trattenere i giovani lavoratori, mentre il 47% ha analizzato i flussi di pensionamento. Le imprese stanno quindi cercando di integrare differenti fasce d’età in una stessa architettura organizzativa, puntando a modelli che valorizzino competenze lungo l’intero ciclo di vita professionale e che rispondano alle esigenze del mercato del lavoro attuale.
Sui piani d’investimento in ambito HR, la formazione e lo sviluppo delle risorse rimangono prioritari, indicati dal 59% delle aziende, seguiti dal benessere organizzativo, segnalato dal 53%. Queste scelte riflettono la crescente attenzione verso il coinvolgimento e la motivazione dei dipendenti come leva per la crescita aziendale.
Nel complesso, l’analisi dell’Osservatorio Zucchetti HR mette in luce un quadro di transizione: sebbene ci siano segnali di cambiamento, specialmente tra le imprese di maggiori dimensioni, rimane ampio lo spazio per interventi organizzativi, tecnologici e cultuRALi necessari a garantire la piena applicazione della direttiva sulla trasparenza salariale e a valorizzare il capitale umano nelle aziende italiane.

Maggiori approfondimenti: https://www.ilsole24ore.com/art/stipendi-solo-annuncio-tre-contiene-ral-AI7nFlnC