Ottobre 9, 2026
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Nazionale News

Tregua fragile tra Israele e Iran: diplomazia e minacce restano in equilibrio precario

Gli sforzi diplomatici procedono mentre rimane alta la tensione tra Israele e Iran, con entrambe le parti pronte a ricorrere alla forza se necessario. Il presidente iraniano Massoud Pezeshkian ha sottolineato l’approccio a doppio binario del suo paese: «Difesa e diplomazia sono i due pilastri del potere nazionale. Non abbiamo abbandonato né il campo di battaglia né il tavolo dei negoziati», ha scritto su X.
La giornata è iniziata con allarmi e sirene in diverse città della regione, tra cui Tel Aviv, Beirut e Teheran. Israele ha risposto agli attacchi iraniani di domenica sera e lunedì mattina — che, secondo fonti militari iraniane, hanno coinvolto almeno 30 missili — colpendo presunti obiettivi militari a Teheran, Tabriz e Isfahan.
L’Iran ha attribuito agli Stati Uniti una responsabilità diretta per qualsiasi violazione del cessate il fuoco dell’8 aprile. Il portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baghaei, ha affermato che «nessuno crede che il regime sionista agisca senza coordinamento con gli USA», sostenendo che il Comando centrale americano supporti Israele sia nelle operazioni offensive sia in quelle difensive, e che Washington sarebbe quindi responsabile delle conseguenze di un’ulteriore escalation.
Dal canto suo, l’ex presidente Usa Donald Trump ha esortato entrambe le parti a cessare i bombardamenti, scrivendo su Truth che «Israele e Iran smettano immediatamente di sparare» e sostenendo che le parti «stanno cercando di raggiungere un cessate il fuoco immediato». Trump ha aggiunto che il blocco statunitense dei porti navali iraniani resterà in vigore fino al raggiungimento di un «accordo definitivo».
Rivendicazioni e minacce iraniane hanno ampliato il quadro di rischio per le vie marittime: Ali Akbar Velayati, consigliere della guida suprema iraniana per gli affari internazionali, ha dichiarato che «i circoli della resistenza» possono bloccare lo stretto di Hormuz e quello di Bab al-Mandab, invitando a «fermare questa follia o instaurare un equilibrio di controllo sulle due vie navigabili», secondo l’agenzia Tasnim. Velayati ha inoltre indicato che «il primo anello della catena di risposta iraniana si è attivato» dopo presunte azioni israeliane a Beirut e una «chiara violazione del cessate il fuoco».
La Commissione europea ha reagito annunciando sanzioni contro «due individui e un’entità» per il blocco dello stretto di Hormuz, definito «contrario al diritto internazionale» e in violazione dei diritti consolidati di transito attraverso gli stretti internazionali. Le misure comprendono il divieto di viaggio o transito nell’UE e il congelamento dei beni nei Paesi membri.
L’Alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Kaja Kallas, ha insistito sulla necessità di evitare un’escalation, auspicando che le parti «si siedano al tavolo delle trattative e raggiungano un accordo». Nonostante gli appelli internazionali, la situazione rimane instabile, con negoziati in corso e un contesto sul quale pesano minacce, controffensive e la concreta possibilità di nuove ripercussioni nella regione.

Maggiori approfondimenti: https://www.conquistedellavoro.it/global/israele-iran-tregua-dopo-gli-attacchi-1.3354781

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