La Nazionale Manager ha conquistato il primo posto al “Triangolare Mondiale” disputato a Desenzano del Garda, ma il vero successo è stato collettivo: l’evento ha raccolto oltre 5mila euro a favore del progetto “assistenza trasfusionale ai pazienti fragili oncoematologici”, promosso dall’Associazione Boom insieme alle sedi di Mantova e Brescia dell’Associazione Italiana contro le Leucemie, Linfomi e Mieloma. Il ricavato sosterrà la creazione di un servizio domiciliare dedicato agli anziani e ai pazienti fragili bisognosi di supporto trasfusionale.
La manifestazione, ospitata allo Stadio Tre Stelle di Desenzano del Garda, si è svolta in un clima di festa, unendo sport, spettacolo e impegno sociale e registrando una notevole partecipazione di pubblico. Il triangolare ha messo in campo la Nazionale Italiana Cantanti, la squadra Boom Friends e la Nazionale Manager, guidata da Andrea Bricchi, Ceo di Brian and partners.
La formazione dei cantanti ha schierato alcuni artisti apprezzati dai giovani, mentre la squadra Boom Friends ha visto la presenza di ex professionisti come Andrea Caracciolo e Sebastien De Maio. Tra i giocatori della Nazionale Manager sono scesi in campo Gianpiero Strisciuglio, amministratore delegato di Trenitalia; Andrea Laudadio, responsabile Tim Academy; Andrea Bombardi, vicepresidente Rina; Marco Donadoni, presidente di H Servizi; Federico Viganò, Ceo di Segula; Luca Mastrantonio, amministratore delegato di Nuclitalia; Mirko Papetti, amministratore delegato di Forma-Tec; Federico Graziani, Ceo di Rassy; e Gian Luca Erbacci, già presidente di Alstom.
L’iniziativa è stata arricchita da momenti di intrattenimento dal forte valore simbolico: la Si Può Fare Band, composta da musicisti con disabilità, ha offerto un’esibizione che ha sottolineato i temi dell’inclusione e della partecipazione; il tenore Alberto Faccinato e il dj Pellini hanno contribuito al programma musicale. Il calcio d’inizio è stato eseguito dall’olimpionico Giovanni Franzoni, medaglia d’argento alle recenti Olimpiadi invernali di Milano Cortina.
L’evento ha confermato come lo sport e la cultura possano convivere con finalità solidali, coinvolgendo comunità, istituzioni e volontari nella promozione di servizi indispensabili per i pazienti oncoematologici più fragili.
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